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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Medici, Psicologi ed Infermieri che non sanno comunicare con le persone

17/06/2019 da Valerio Rosso 1 commento

In questo video vi parlo della comunicazione in medicina.

Saper comunicare dovrebbe essere una delle più importanti competenze trasversali del medico, dello psicologo e dell’infermiere. Invece le cose non sembrano stare proprio così.

In questo video, e nella trascrizione che trovate di seguito, vi spiego perchè gli operatori della sanità pubblica e privata non hanno mai sviluppato le proprie competenze relazionali e di comunicazione.

Sembra proprio che la comunicazione medico-paziente sia una competenza che ogni operatore della sanità pubblica e privata deve sviluppare per suo conto e con gli strumenti che riesce a trovare autonomamente. #comunicazione#empatia#psichiatriadigitale

A questo punto resta una domanda molto importante:

Come possono fare i medici, gli psicologi, gli infermieri e le altre figure sanitarie a migliorare le proprie competenze comunicative?

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Di seguito ritrovate la trascrizione del video sulle problematiche della comunicazione in medicina

La trascrizione è stata effettuata tramite il servizio di Google, ed è stata riveduta solo parzialmente, per cui non sarà scevra da errori ed inesattezze.

Medici (inclusi gli psichiatri….) che non sanno comunicare con i pazienti

“….è veramente incredibile quanti medici e, questo è davvero strano, quanti psichiatri non siano in grado di comunicare efficacemente con i loro pazienti.

Quanti di voi lo hanno notato?

Ci sono un sacco di medici e operatori della sanità (psicologi inclusi) che, diciamolo in maniera tecnica, hanno davvero poche competenze comunicative e relazionali.  Questo è davvero paradossale dato che medici, psichiatri, psicologi e infermieri dovrebbero essere degli esperti della comunicazione ma spesso non è cosí e sono sicuro di quello che dico…. e sono certo che molti di coloro che vedranno questo video sapranno benissimo di cosa parlo…. 

Perchè questo paradosso della comunicazione in medicina? Da cosa dipende? Per me da molti fattori …..

Banalmente è evidente che, al liceo come all’università, nessun responsabile del Ministero dell’Istruzione, della ricerca etc etc non ha mai pensato di istituire dei corsi al riguardo.

Ovviamente nessuno si sognerebbe mai di formare dei chirurghi solo su dei libri senza formarli poi sugli aspetti pratici della professione ma chiunque pensa ragionevole che uno psichiatra o uno psicologo debbano formare in autonomi le proprie competenze di comunicazione che, badate bene, non sono quelle psicoterapiche ma sono quelle che fanno declinare le conoscenze su di un piano pratico che è quello delle competenze di colloquio e di espressione verbale del proprio pensiero sia nell’uno a uno che in pubblico, il cosiddetto public speacking.

In effetti, per fare una piccola digressione, in questi tempi di pseudoscienza, di fuffa e di fake news anche in ambito sanitario si richia che professionisti di valore non riescano a difendere i principi scientifici ed etici della medicina e della psicologia semplicemente perchè non sanno comunicare…. vabbè ma questa è ancora un altra storia…. o forse no?….

Ma passiamo ad un altra ragione che spiega il perchè medici, psicologi ed infermieri spesso non sanno comunicare con la gente…. un punto importante è perchè non lo ritengono importante, sembra impossibile ma è cosí!

Non sanno che il successo di una terapia dipende moltissimo da come parliamo alle persone e che quando diciamo che “sono le persone a non capire” stiamo dicendo una castroneria immensa /….. immaginiamo di essere un arcere che vuole colpire il bersaglio….. ……….. inoltre non riusciamo a capire che tra qualche anno, con l’avvento di tecnologie avanzate di diagnosi e terapia ed automazione, intelligenza artificiale etc etc, sarà proprio la competenza relazionale una delle poche skill non rimpiazzabili in ambito sanitario ….. chi saprà comunicare efficacemente con le persone sarà utile, gli altri molto molto meno…. a quel punto meglio un robot di un umano scorbutico, umorale ed incompetente sul piano relazionale, no???

Infine lasciatemi dire che l’incapacità di parlare agli altri spesso coincide con una scarsa passione e coinvolgimento con le persone e con la loro sofferenza e quindi scarsa empatia, moooooolto male per un operatore sanitario…..

eh si perchè alle volte chi lavora in ambito sanitario pensa di essere pagato solo perchè ha una laurea o perchè ha vinto un concorso…. o per il tempo che passa in ospedale o tra le mura di un ambulatorio….

In realtà noi non siamo pagati per la laure o per il tempo che passiamo al lavoro ma per quello che facciamo per i nostri pazienti grazie alla nostra laurea e per quello che produciamo nel tempo che siamo al lavoro, chiaro no?

Insomma io realmente penso che tutti noi operatori della sanità dobbiamo provare a migliorare le nostre competenze comunicative nell’interesse della nostra identità professionale e nell’interesse delle persone che curiamo che, non dimentichiamocelo mai, sono l’unico motivo per cui ci pagano per fare il nostro lavoro…. non i convegni, non il blasone di essere un medico, non la popolarità ma la soddisfazione dei nostri pazienti è la ragione per cui dovremmo alzarci alla mattina…..

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Archiviato in:Sanità Pubblica Contrassegnato con: comunicazione, public speaking

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Commenti

  1. Anna dice

    18/06/2019 alle 4:14 pm

    Salve dottore,
    Lei evidentemente sarà un clone mutato della vasta popolazione degli psichiatri se almeno si pone il problema della comunicazione non verbale con i pazienti.
    Purtroppo ho conosciuto molti psichiatri che lavoravano sia nel pubblico che nel privato i quali durante la visita mostravano un atteggiamento di distacco: non guardavano il paziente negli occhi mentre guardavano spesso il proprio orologio affrettandosi a prescrivere la terapia.
    Poi c’è il problema delle lunghe code di attesa negli studi superaffollati che sono improponibili ai pazienti gravi!

    Rispondi

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