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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Le Terapie Digitali saranno la vera rivoluzione della Psichiatria?

01/08/2019 da Valerio Rosso 1 commento

Le Terapie Digitali in Psichiatria potrebbero rappresentare un elemento rivoluzionario e di rottura rispetto ad un passato dominato dalla psicofarmacologia.

Ho già parlato delle terapie digitali (DTx) in un precedente articolo su questo blog, ma ho intenzione di approfondire l’argomento nel contesto specifico della psichiatria.

In generale potremmo definire come terapia digitale (“digital therapeutics” in inglese o anche “DTx”) qualunque intervento di comprovata efficacia clinica che utilizza un software come principio attivo.

Fondamentale ricordare che una terapia digitale (DTx) può essere consegnata ad un dato paziente (spesso sul suo smartphone) soltanto sotto prescrizione medica.

Una terapia digitale può essere utilizzata in ogni ambito della medicina nel quale sia rilevante la modifica di un comportamento in uno specifico paziente affetto da una data patologia.

Come si può facilmente comprendere vi sono moltissime aree della medicina, non solo la psichiatria quindi, nelle quali la possibilità di modificare un certo comportamento disfunzionale ha la capacità di promuovere un miglioramento clinico:

  • Miglioramento della Compliance ai Trattamenti
  • Modifica dello Stile di Vita
  • Modifica dell’Alimentazione
  • Lotta alle Dipendenze
  • Interventi Motivazionali
  • Interventi Cognitivo-Comportamentali
  • Conoscenza della patologia da cui si è affetti

Risulta a questo punto evidente come la modifica di un dato comportamento attraverso delle strategie mediate da un software che suggerisce alternative, fornisce feedback, monitora le disfunzionalità, allerta e supporta nel contesto reale, potrebbe rappresentare un approccio rivoluzionario in cardiologia come in psichiatria, in chirurgia come nella medicina di base, in pneumologia come nella terapie delle dipendenze, nella prevenzione come nella cura.

Sicuramente la psichiatria rappresenta una delle aree sanitarie più adatte per lo sviluppo di una terapia digitale, in quanto il trattamento psicofarmacologico da solo raramente è in grado di modificare stati mentali e comportamenti complessi, e spesso viene richiesto un trattamento integrato da interventi relazionali (psicoterapia, psicoeducazione, interventi riabilitativi, interventi di supporto).

È evidente ormai che tutti questi interventi, spesso considerati accessori, risultano al contrario fondamentali in molte psicopatologie, e per essere attuati in maniera appropriata richiedono una forza lavoro altamente specializzata, molto tempo a contatto con il paziente (spesso 24/7) e interventi personalizzati sulle caratteristiche della persona.

Tutte queste caratteristiche fanno si che questi interventi (psicoterapia, psicoeducazione, interventi riabilitativi, interventi di supporto) molto raramente vengano attuati ed in maniera adeguata.

Come funziona una DTx in ambito psichiatrico

Io partirei da un esempio molto pratico, illustrandovi il funzionamento della prima terapia digitale approvata dalla FDA americana, dopo aver superato i trials clinici randomizzati.

Sto parlando della DTx reSET, e la successiva reSET-O, prodotte dalla Peer Therapeutics, un’azienda con sedi a Boston e San Francisco e guidata dai CEO Corey Maccann e Christopher Guiffre.

reSET è una terapia digitale (DTx), prescrivibile soltanto da un medico specialista, che ha una durata di 90 giorni che ha dimostrato la sua efficacia clinica nel Disturbo da uso di sostanze che ha come obiettivo quello di fornire una terapia cognitivo comportamentale (CBT), in aggiunta a un sistema di gestione dell’emergenza, per pazienti maggiorenni che sono in trattamento ambulatoriale, sotto la supervisione di un medico, per disintossicarsi da sostanze (reSET-O è la versione di reSET specifica per la disassuefazione da oppiacei e viene prescritta insieme al trattamento con buprenorfina).

Una dashboard integrata per medici e altri operatori sanitari può essere utilizzata come parte del trattamento, per condividere le informazioni più utili su quel dato paziente; la dashboard mostra informazioni sull’uso da parte dei pazienti di reSET, comprese le lezioni di psicoeducazione completate, l’uso di sostanze riportate dai pazienti, il craving ed i cosiddetti “trigger” all’uso di sostanze riportati dai pazienti e gli input di dati all’interno della clinica come provenienti dello screening dei farmaci e delle droghe presenti nelle urine.

Alla luce dei risultati emersi dagli studi RCT (“trials clinici randomizzati“) si evince chiaramente che l’utilizzo del farmaco e degli interventi relazionali forniti dagli operatori forniscono risultati inferiori a quelli che derivano dall’azione combinata di farmaco+operatori+DTx.

La terapia digitale risulta essere, fuori da ogni dubbio, un intervento curativo a tutti gli effetti, dati alla mano.

Quali disturbi psichiatrici potranno giovarsi delle DTx?

La DTx prodotta dalla Peer Therapeutics ha l’indicazione per la dipendenza da sostanze e per il trattamento della dipendenza da oppioidi; in pipeline ne hanno un’altra con l’indicazione per il trattamento dei disturbi del sonno.

Quali altre DTx ci sono al momento sul mercato?

Abbiamo, ad esempio, un software terapeutico per la depressione, denominato Deprexis, prodotto dall’azienda tedesca Gaia.

La NICE si è recentemente espressa positivamente su Sleepio, un’altro software per la gestione dei disturbi del sonno.

In realtà è possibile facilmente verificare come siano in corso nel Mondo numerosi studi e validazioni relativi ad altrettante DTx per quasi ogni psicopatologia (depressione, ansia, panico, disturbi di personalità, dipendenze, disturbo bipolare, ADHD, etc.).

L’obiettivo sembra proprio essere quello di fornire a tutti e a basso costo la ragionevole possibilità di vedere la propria psicopatologia curata al meglio mediante un trattamento integrato con farmaco+operatori+DTx, con risultati superiori a quelli derivanti da solo farmaco+operatori.

Nel Mondo sono oltre 150 le società che operano nel campo delle terapie digitali, molte delle quali stanno ricevendo l’approvazione per le indicazioni proposte da parte dei rispettivi enti regolatori.

É ormai evidente che la vera rivoluzione nel campo delle terapie digitali avverrà dal momento in cui si integreranno ad esse le più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale: quardate altri miei articoli al riguardo.

Anche in Italia le cose sembrano muoversi positivamente in questo senso, con le aziende farmaceutiche tradizionali che cominciano a gurdare con interesse questi nuovi segmenti di mercato.

E anche in Italia iniziano a nascere le prime startup interamente dedicate alle DTx, come la daVinci DTx, con un team tutto italiano e incubata nel contesto del PoliHub, presso il Politecnico di Milano.

Un ultima cosa …. volete sapere quanto vale questo potenziale nuovo mercato della Sanità a livello mondiale?

Secondo il rapporto prodotto da Allied market research, il volume d’affari delle terapie digitali a livello mondiale nel 2025 raggiungerà quasi gli otto miliardi di dollari (nel 2017 si trattava di 1,75 miliardi di dollari).

La tecnologia digitale avanzerà in Medicina, il paradigma del trattamento cambierà e in molti studieranno e svilupperanno nuove terapie digitali.

Non possiamo prevedere con precisione il futuro, ma l’era delle DTx è già iniziata e i dadi sono stati lanciati: si, le terapie digitali saranno il futuro della psichiatria e della medicina.

Bibliografia:

  • Bhui K. eHealth adventures in psychiatric therapeutics. Br J Psychiatry 2017;210:309-310.
  • Insel TR. Digital phenotyping: technology for a new science of behav- ior. JAMA 2017;318:1215-1216.
  • Topol EJ. High-performance medicine: the convergence of human and artificial intelligence. Nat Med 2019;25:44-56.
  • Parish MB, Fazio S, Chan S, Yellowlees PM. Managing psychiatrist-pa- tient relationships in the digital age: a summary review of the impact of technology-enabled care on clinical processes and rapport. Curr Psychiatry Rep 2017;19:90.
Creative Commons License
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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Commenti

  1. Giovanni Mancina dice

    01/08/2019 alle 9:37 pm

    G. Te vorrei sapere quando sarà disponibile in Italia. …il farmaco nsi- 189….visto che gli attuali antidepressivi danno molti effetti collaterali tra i quali completa mancanza di desiderio sessuale , mancata produzione di testosterone.Secondo la dottoressa Tiziana Corteccia. Il farmaco è già in vendita negli u.s.a. Grazie

    Rispondi

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