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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

COLLAGENE, tutta la verità su di un integratore molto pubblicizzato ma (probabilmente) inutile.

16/07/2024 da Valerio Rosso Lascia un commento

Negli ultimi anni il collagene è diventato un integratore davvero molto diffuso tra le persone e il mercato degli integratori di collagene in Europa è in forte crescita.

Attualmente, il mercato mondiale degli integratori di collagene è in forte ascesa, e si stima che il mercato globale degli integratori di collagene crescerà da 2,22 miliardi di dollari nel 2023 a 3,40 miliardi di dollari entro il 2031.

La crescita di questo mercato è correlata a diverse variabili:

  • L’aumento della diffusione di messaggi che sostengono l’utilità dellutilizzo del collagene come integratore per il miglioramento estetico della cute, per la diminuzione del dolore e l’aumento dell’efficienza articolare, il miglioramento della qualità del tessuto osseo.
  • L’aumentare dell’età media della popolazione che genera maggiore richiesta di “soluzioni” estetiche e funzionali connesse alla risoluzione di problemi legati al processo dell’invecchiamento.
  • Nascita di realtà imprenditoriali che “cavalcano” e che tendono a potenziare e a rendere iperbolico e irrealistico il messaggio di marketing sull’utilità del collagene come integratore.
  • La ricerca sugli integratori di collagene ha visto una crescita significativa negli ultimi anni, con un numero crescente di “rumore di fondo”, di conflitti di interesse e di pubblicazioni di scarso livello.

Che cosa è il Collagene e in cosa consiste il suo Mercato?

Il collagene è una proteina strutturale fondamentale del corpo umano, responsabile della forza e dell’elasticità dei tessuti connettivi come pelle, cartilagine, ossa e tendini.

Le tre principali aziende produttrici di collagene sono Gelita AG (fondata nel 1875 e ha la sua sede centrale a Eberbach, in Germania), Rousselot (parte di Darling Ingredients, fondata nel 1891 e ha la sua sede centrale a Son, nei Paesi Bassi), e Nitta Gelatin (fondata nel 1918 e ha la sua sede centrale a Osaka, in Giappone) .

I quattro principali settori in cui il collagene all’ingrosso viene venduto sono:

  • Industria alimentare
  • Cosmetica
  • Industria Nutraceutica
  • Industria Farmaceutica

Il mercato globale del collagene ha un valore significativo, con stime che indicano un mercato di circa 4,73 miliardi di dollari entro il 2028.

È importante notare che la produzione di collagene è poco dispendiosa in quanto il prodotto finale viene principalmente prodotto da materiale di scarto proveniente dalla macellazione di fonti animali come bovini, suini e pesce.

Il mercato del collagene si è appoggiato per molti decenni prevalentemente al mercato della produzione di cibi ultraprocessati: è utilizzato principalmente come additivo funzionale per migliorare la texture e la stabilità dei prodotti. Viene aggiunto a cibi come yogurt, barrette proteiche, bevande, gelatine e prodotti da forno per aumentarne il contenuto proteico e migliorare la consistenza.

Nel settore degli alimenti ultraprocessati, il collagene è usato per la sua capacità di legare l’acqua e stabilizzare le emulsioni, contribuendo a migliorare la durata e la qualità sensoriale dei prodotti.

Questo utilizzo del collagene è il più diffuso ma è anche quello meno remunerativo, in quanto si utilizza per produrre cibi ultraprocessati di bassa qualità.

Al contrario il collagene viene monetizzato al massimo nel momento in cui lo si utilizza per la produzione di prodotti che vengono percepiti dagli acquirenti come “speciali” e “di lusso” ovvero creme di bellezza e integratori nutraceutici.

È questa la ragione per cui si sta spingendo molto la produzione di prodotti che facciano uso del collagene associato a claim di benessere, bellezza e salute; per la stessa ragione si sta cercando da alcuni decenni di favorire la produzione di una letteratura scientifica che supporti questo mercato molto più remunerativo e meno stigmatizzato dalla gente.

Razionale Scientifico dell’utilizzo del Collagene com integratore per la Pelle

Il collagene è una proteina che costituisce il 70-80% del peso secco del derma; il derma costituisce circa il 10-15% del peso totale della pelle umana. Dato che la pelle di un adulto pesa in media tra 4,5 e 11 kg, il peso del derma si situa approssimativamente tra 0,45 e 1,65 kg e, di conseguenza, il peso di tutto il collagene della cute è all’incirca tra 0,4 Kg e 1,2 Kg.

Il punto è che, con l’invecchiamento, la produzione endogena di collagene diminuisce, portando a una perdita di elasticità e compattezza della pelle, formazione di rughe e aumento della secchezza. In pratica il processo di biosintesi del collagene si fa meno efficiente e, in tal senso, questo evento non corrisponde solitamente ad una minore assunzione di collagene.

E quindi? In che modo l’assunzione di collagene come integratore potrebbe “ripristinare” un processo che si deteriora naturalmente?

L’integrazione con collagene idrolizzato assunto per via orale, secondo la corrente narrazione di mercato (sostenuta da innumerevoli pubblicazioni scientifiche che andremo a valutare tra poco), potrebbe favorire il miglioramento della composizione della cute in almeno due maniere:

  • Fornendo, banalmente, il substrato di con cui i fibroblasti creano nuovo collagene ottimizzando questa reazione. Il principio ipotizzato è che maggiore substrato corrisponda a maggiore efficienza della sintesi di collagene.
  • Fornendo peptidi bioattivi che stimolerebbero i fibroblasti del derma a sintetizzare nuovo collagene, elastina e acido ialuronico. Teoria esemplificata, ad esempio, dall’attività biologica del peptide Gly-Pro-Hyp oppure del Pro-Hyp.

Andiamo con ordine a discutere ambedue i meccanismi d’azione.

1 – Collagene come Substrato

Iniziamo dall’ipotesi che l’aggiunta di collagene con la dieta migliori la sintesi del collagene a livello dei fibroblasti del derma. In realtà i fibroblasti producono non solo collagene ma anche altre componenti della matrice extracellulare, come elastina, fibronectina e glicosaminoglicani, che sono essenziali per la struttura e la funzionalità del tessuto connettivo della pelle.

In realtà il collagene è una proteina di non elevato valore biologico in quanto presenta un profilo amminoacidico sbilanciato rispetto alla proteina di riferimento per la nutrizione umana che è quella dell’Uovo (ovoalbumina).

Iniziamo da un ragionamento quantitativo.

Secondo le ipotesi scientifiche che sostengono l’utilità del collagene vediamo che gli amminoacidi “chiave” di questa proteina sono la glicina, la prolina e l’idrossiprolina, presenti in quantità elevate. Facendo due calcoli vediamo che nel tipico dosaggio di collagene come integratore consigliato, che è di circa 5gr al giorno, sono presenti 1,1gr di Glicina, 0,65gr di Prolina, 0,6gr di idrossiprolina.

Con una dieta con implichi un’adeguato introito proteico (mediamente almeno 70-80gr al giorno) di buon valore biologico (ad esempio uova, carne, pesce, whey protein) ecco che i valori degli stessi amminoacidi che introduciamo saranno: Glicina 1 – 1,6 gr, Prolina 2 – 2,7gr, Idrossiprolina 1gr circa.

Tenete conto che la produzione media di collagene per ogni giorno può essere stimati in qualche centinaio di mg, inoltre il fattore maggiormente determinante questa produzione è l’età. La dieta influenza tale produzione solamente se è presente un’inadeguata quantità di proteine oppure se si è globalmente iponutriti.

Ecco che una dieta ben bilanciata in termini di macronutrienti garantisce COMPLETAMENTE il substrato amminoacidico per la sintesi del collagene a qualsiasi età.

In pratica l’aumento del substrato amminoacidico (in particolare di glicina, prolina e idrossiprolina) NON INFLUENZA la produzione della sintesi di collagene, che rallenta SOLO se non è presente a sufficienza (evento raro nel mondo occidentale di oggi).

Per approfondire questa teoria vi consiglio questo articolo: “Considering collagen drinks and supplements?” dal sito web di Harvard.

2 – Collagene come generatore di Peptidi Bioattivi

Questa ipotesi prevederebbe che, durante la digestione, il collagene verrebbe scomposto dagli enzimi digestivi in peptidi bioattivi, ovvero frammenti proteici più piccoli che avrebbero effetti benefici sul corpo, come appunto la stimolazione della sintesi del collagene.

Questi peptidi, una volta assorbiti nel flusso sanguigno, possono legarsi a specifici recettori sulla superficie dei fibroblasti nel derma. Questo legame attiva vie di segnalazione intracellulari.

Al riguardo viene spesso citato questo studio:

Ohara H, Ichikawa S, Matsumoto H, Akiyama M, Fujimoto N, Kobayashi T, Tajima S. Collagen-derived dipeptide, proline-hydroxyproline, stimulates cell proliferation and hyaluronic acid synthesis in cultured human dermal fibroblasts. J Dermatol. 2010 Apr;37(4):330-8. doi: 10.1111/j.1346-8138.2010.00827.x. PMID: 20507402.

A titolo d’esempio, vediamo che il primo autore di questo studio è Hiroki OHARA, ovvero un ricercatore della Food and Health R&D Laboratories, Meiji Seika Kaisha, un’azienda biotecnologica che produce tra le altre cose integratori a base di collagene. Questo è un tipico caso di palese conflitto di interesse. Ma non solo.

La percentuale di questi peptidi, prodotti con la digestione enzimatica della proteina del collagene, che effettivamente arriva nel torrente circolatorio è variabile tra 1-10%. In pratica, in una condizione di ideale di completa conversione del collagene in peptidi bioattivi, tra i 50 mg e i 500 mg di peptidi bioattivi come Pro-Hyp e Gly-Pro-Hyp potrebbero raggiungere il torrente circolatorio (circa 5 lt di sangue) a partire da una dose di 5 grammi di collagene idrolizzato.

In realtà il processo è molto diverso nel contesto biologico reale e, probabilmente, molti meno biopeptidi arrivano al bersaglio.

Questi dati si possono estrapolare da questo studio:

Iwai K, Hasegawa T, Taguchi Y, Morimatsu F, Sato K, Nakamura Y, Higashi A, Kido Y, Nakabo Y, Ohtsuki K. Identification of food-derived collagen peptides in human blood after oral ingestion of gelatin hydrolysates. J Agric Food Chem. 2005 Aug 10;53(16):6531-6. doi: 10.1021/jf050206p. PMID: 16076145.

Inoltre un altro punto importante è che NON ci sono studi definitivi sul meccanismo di funzionamento e sull’efficienza di questa interazione tra peptidi bioattivi e fibroblasti, per cui si tratta ad oggi di un’ipotesi verosimile ma non ancora dimostrata nell’essere umano.

È importante sottolineare come tutti e tre i principali studi sull’azione molecolare dei peptidi sui fibroblasti siano stati realizzati e sponsorizzati DIRETTAMENTE proprio da quelle aziende che hanno interessi economici nel campo:

  • Collagen-derived dipeptide prolyl-hydroxyproline cooperates with Foxg1 to activate the PGC-1α promoter and induce brown adipocyte-like phenotype in rosiglitazone-treated C3H10T1/2 cells (Sponsorizzato da Nitta Gelatin, OSAKA)
  • Reduction in systemic muscle stress markers after exercise-induced muscle damage following concurrent training and supplementation with specific collagen peptides – a randomized controlled trial (Sponsorizzato da GELITA GmbH, Eberbach GERMANIA)
  • Absorption of bioactive peptides following collagen hydrolysate intake: a randomized, double-blind crossover study in healthy individuals (Sponsorizzato da Rousselot BV, Gent, Belgium – BioTeSys GmbH, Esslingen, Baden-Wurttemberg, Germania)

Analisi degli Studi Scientifici (Metanalisi e Systematic Review)

A questo punto iniziamo ad analizzare qualcuno degli studi che vengono riportati come avere un “buon livello di evidenza” rispetto all’utilizzo del collagene come integratore per la cura della pelle in termini di elasticità, idratazione, rughe e soddisfazione della persona.

Ho preso in considerazione due studi di tipo metanalitico con inclusa una review sistematica dei lavori di origine. Ecco i due studi (volendo potete scaricare i .pdf):

  • Pu SY, Huang YL, Pu CM, Kang YN, Hoang KD, Chen KH, Chen C. Effects of Oral Collagen for Skin Anti-Aging: A Systematic Review and Meta-Analysis. Nutrients. 2023 Apr 26;15(9):2080. doi: 10.3390/nu15092080. PMID: 37432180; PMCID: PMC10180699.
  • de Miranda RB, Weimer P, Rossi RC. Effects of hydrolyzed collagen supplementation on skin aging: a systematic review and meta-analysis. Int J Dermatol. 2021 Dec;60(12):1449-1461. doi: 10.1111/ijd.15518. Epub 2021 Mar 20. PMID: 33742704.

In ambedue questi lavori sono presenti numerosi bias:

  • Eterogenicità dei metodi di misurazione oggettiva della profondità delle rughe e degli altri parametri di benessere cutaneo (misurazione non standardizzata e non confrontabile).
  • Presenza elevata di test di autovalutazioni (per definizione soggettivi).
  • Variabilità eccessiva della dose quotidiana di collagene (da 0,5gr a 12gr – mediamente 5gr).
  • Dimensione del campione degli studi spesso piccola.
  • Scarsa tipizzazione del tipo di collagene utilizzato.
  • Assenza di analisi di elementi confondenti nei singoli studi (ad esempio lo stile di vita seguito, la correzione per età della risposta).
  • Tempo eccessivamente rapido di risposta dei soggetti al collagene (8-12 settimane in media).

La questione del Tempo di Risposta al collagene è un punto particolarmente importante.

Infatti dobbiamo partire dalla premessa che il peso totale del collagene del corpo umano è in media 800gr, e che la produzione giornaliera di collagene in una persona sana e di giovane età è di qualche centinaia di milligrammi. Nel caso di persona con età>30 anni è inferiore o addirittura molto inferiore.

Si può facilmente calcolare il tempo necessario per un completo ricambio del collagene di tutto il corpo sulla base di questi dati: 228 settimane circa. Chiaramente il lasso di tempo medio (8-12 settimane) in cui sono avvenute le osservazioni è INSUFFICIENTE.

Osservazioni simili si possono fare sugli altri lavori presi in considerazione.

Il Problema delle Riviste Open Access

Infine è da tenere in considerazione il problema delle moderne modalità pwer cui un ricercatore può pubblicare un suo lavoro di metanalisi e di peer review o systematic review: le riviste OPEN ACCESS.

Infatti gran parte dei lavori che ho valutato sull’utilizzo del collagene come integratore per la salute e la bellezza della pelle sono stati pubblicati su riviste di questo genere.

Le riviste scientifiche che accettano pubblicazioni in cambio di una quota (denaro $$$$, chiaro?!), spesso note come riviste ad “accesso aperto” (Open Access), sono state (e sono) oggetto di controversie per la qualità variabile delle loro pubblicazioni. Alcune di queste riviste sono diventate famose per aver diffuso lavori scientifici di basso valore. Queste sono spesso chiamate “riviste predatrici” (predatory journals).

Inoltre è noto che in queste riviste non avvengano controlli accurati e severi sulla veridicità del conflitto di interessi e sulle sponsorizzazioni degli studi.

Ovviamente è importante notare che non tutte le riviste Open Access sono predatrici. Molte riviste rispettabili offrono modelli di pubblicazione ad accesso aperto e mantengono rigorosi standard di revisione paritaria. Ma questo non cambia la realtà media.

Quali soluzioni alternative per rendere sana e bella la nostra pelle?

Abbiamo delle soluzioni molto più scientifiche e efficaci per avere una pelle bella e sana. Ovviamente per molte persone non sono così “sexy” come gli integratori, dato che richiedono dei cambiamenti di lifestyle. Ecco le regole per avere una pelle sana e bella:

  • Protezione solare 50 24/7 per tutto l’anno.
  • Idratazione con acqua durante tutto il giorno, ogni giorno.
  • Utilizzare creme che contengano Acido Retinoico
  • Perseguire uno stile di vita impeccabile (Ottimizzare tutti e 7 i pilastri della Lifestyle Medicine)

Ecco, queste informazioni sono REALMENTE basate sulle migliori evidenze scientifiche. Se volete davvero una pelle bella e sana dedicatevi a queste variabili. Ovviamente prima iniziate e meglio è…..

Conclusioni

L’utilizzo del collagene come integratore per la salute e il benessere della pelle non è supportato da evidenze scientifiche di primo livello. Le premesse teoriche che sostengono i benefici del collagene sono deboli e spesso basate su studi di qualità inferiore o con campioni limitati. Molti studi esistenti sono finanziati dai produttori stessi, il che introduce un significativo bias di mercato.

Questo bias è amplificato dal fatto che il collagene può essere prodotto a basso costo ma venduto a prezzi molto elevati, capitalizzando sul forte desiderio della popolazione di contrastare i segni dell’invecchiamento. La decadenza fisica e l’invecchiamento sono preoccupazioni comuni e profonde, e il mercato degli integratori di collagene sfrutta queste preoccupazioni offrendo soluzioni che spesso non hanno un solido supporto scientifico.

Di conseguenza, i consumatori devono essere cauti e critici riguardo alle promesse dei benefici di questi integratori. Evitate di perdere tempo e denaro….

Bibliografia:

  • Lyman, Monty. The Remarkable Life of the Skin: An Intimate Journey Across Our Surface. Grove Press, 2020. ISBN 978-0-8021-4707-3.
  • Habif, Thomas P. Clinical Dermatology: A Color Guide to Diagnosis and Therapy. 7th ed., Elsevier, 2020. ISBN 978-0323612692.
  • Ohara H, Ichikawa S, Matsumoto H, Akiyama M, Fujimoto N, Kobayashi T, Tajima S. Collagen-derived dipeptide, proline-hydroxyproline, stimulates cell proliferation and hyaluronic acid synthesis in cultured human dermal fibroblasts. J Dermatol. 2010 Apr;37(4):330-8. doi: 10.1111/j.1346-8138.2010.00827.x. PMID: 20507402.
  • Iwai K, Hasegawa T, Taguchi Y, Morimatsu F, Sato K, Nakamura Y, Higashi A, Kido Y, Nakabo Y, Ohtsuki K. Identification of food-derived collagen peptides in human blood after oral ingestion of gelatin hydrolysates. J Agric Food Chem. 2005 Aug 10;53(16):6531-6. doi: 10.1021/jf050206p. PMID: 16076145.
  • Pu SY, Huang YL, Pu CM, Kang YN, Hoang KD, Chen KH, Chen C. Effects of Oral Collagen for Skin Anti-Aging: A Systematic Review and Meta-Analysis. Nutrients. 2023 Apr 26;15(9):2080. doi: 10.3390/nu15092080. PMID: 37432180; PMCID: PMC10180699.
  • de Miranda RB, Weimer P, Rossi RC. Effects of hydrolyzed collagen supplementation on skin aging: a systematic review and meta-analysis. Int J Dermatol. 2021 Dec;60(12):1449-1461. doi: 10.1111/ijd.15518. Epub 2021 Mar 20. PMID: 33742704.
  • Sander M, Sander M, Burbidge T, Beecker J. The efficacy and safety of sunscreen use for the prevention of skin cancer. CMAJ. 2020 Dec 14;192(50):E1802-E1808. doi: 10.1503/cmaj.201085. PMID: 33318091; PMCID: PMC7759112.
  • Silva ESD, Tavares R, Paulitsch FDS, Zhang L. Use of sunscreen and risk of melanoma and non-melanoma skin cancer: a systematic review and meta-analysis. Eur J Dermatol. 2018 Apr 1;28(2):186-201. doi: 10.1684/ejd.2018.3251. PMID: 29620003.
  • Ekingen T, Sob C, Hartmann C, Rühli FJ, Matthes KL, Staub K, Bender N. Associations between hydration status, body composition, sociodemographic and lifestyle factors in the general population: a cross-sectional study. BMC Public Health. 2022 May 5;22(1):900. doi: 10.1186/s12889-022-13280-z. PMID: 35513819; PMCID: PMC9071243.
  • Li H, Wang L, Feng J, Jiang L, Wu J. Effects of oral intake fruit or fruit extract on skin aging in healthy adults: a systematic review and Meta-analysis of randomized controlled trials. Front Nutr. 2023 Aug 4;10:1232229. doi: 10.3389/fnut.2023.1232229. PMID: 37599694; PMCID: PMC10436291.
  • Liska D, Mah E, Brisbois T, Barrios PL, Baker LB, Spriet LL. Narrative Review of Hydration and Selected Health Outcomes in the General Population. Nutrients. 2019 Jan 1;11(1):70. doi: 10.3390/nu11010070. PMID: 30609670; PMCID: PMC6356561.
  • Knaggs, H.; Lephart, E.D. Enhancing Skin Anti-Aging through Healthy Lifestyle Factors. Cosmetics 2023, 10, 142. https://doi.org/10.3390/cosmetics10050142
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