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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Sciocchezze e Miti in campo sanitario: anche la medicina ha le sue leggende metropolitane

14/03/2016 da Valerio Rosso Lascia un commento

Un ormai “vecchio” studio pubblicato sul “British Medical Journal” del Dicembre 2007 ha avuto come obiettivo quello di analizzare ed eventualmente affermare la veridicità o l’inesattezza di alcune Leggende Metropolitane in campo medico-biologico diffuse tra la gente.

I risultati sono stati chiari e precisi, e hanno dato ragione al professor Aaron Carroll, assistente di pediatria al Regenstrief Institute di Indianapolis e alla ricercatrice Rachel Vreeman, che si occupa di salute del bambino alla Indiana University School of Medicine, da sempre convinti che la disinformazione sia fonte di molti problemi di salute.

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Eccovi le più famose Leggende Metropolitane in Medicina:

BERE OTTO BICCHIERI D’ACQUA AL GIORNO – E’ un consiglio molto diffuso negli Stati Uniti, ed avrebbe lo scopo di tenere l’organismo idratato e di scongiurare la stipsi. In realtà non c’è alcuna evidenza scientifica dietro questa affermazione. Per mantenere il corpo ben idratato, in condizioni normali di temperatura e di sforzo, basta bere normalmente e non farsi mancare frutta e verdura. Se poi si vogliono dei segnali dal proprio organismo circa necessità di liquidi è sufficiente guardare il colore delle urine (se diventa scuro meglio bere di più) e non ignorare lo stimolo della sete.

PULIRSI L’ORECCHIO CON I “BASTONCINI” – Molti ritengono che per tenere il canale auricolare libero da cerume sia necessario utilizzare gli appositi “bastoncini” dotati di estremità di cotone. Niente di più sbagliato. Facendo così si corre il rischio di spingere il cerume all’interno ma soprattutto di comprimerlo ancora di più. Se poi si utilizza la procedura con i bambini si rischia anche di danneggiare il timpano. Per liberarsi dal cerume ci sono prodotti appositi oppure è possibile rivolgersi ad un otorinolaringoiatra. I bastoncini sono invece consigliati per la pulizia dell’ombelico.

LEGGERE A LUCI BASSE ROVINA LA VISTA – Tentando di leggere in condizioni di scarsa illuminazione è possibile provare un senso di affaticamento alla vista o problemi di messa a fuoco, ma questi sintomi non hanno effetti negativi permanenti. La teoria secondo la quale leggere nella penombra causa miopia è infondata. Si consideri per esempio che la percentuale di persone miopi è aumentata nell’ultimo secolo rispetto ai periodi in cui l’umanità utilizzava le candele o le lampade ad olio per illuminare le proprie case.

TAGLIARSI I PELI LI FA CRESCERE PIU’ GROSSI E PIU’ IN FRETTA – E’ uno dei miti più duri a morire. Uno studio ha smentito questa credenza già 80 anni fa, ma non è bastato. Il fatto che un pelo sembri ricrescere più “robusto” dopo essere stato tagliato dipende solo dal fatto che è più scuro di quello reciso perché non è stato ancora esposto alla luce. E se sembra più alto è perché non è stato ancora schiacciato da nulla. Chissà quante volte le ragazze si sono rifiutate di usare il rasoio, la famosa “lametta”, per il terrore di veder poi crescere la “barba” sulle gambe, e si sono sottoposte a costosi trattamenti a base di ceretta.
La rasatura invece, secondo gli studi dei ricercatori americani, non avrebbe alcun affetto sullo spessore e la frequenza della ricrescita.

“NATURALE” E’ PIU’ SICURO – La maggior parte delle medicine deriva da prodotti naturali, quindi piante e erbe hanno poteri terapeutici. Ma molto piante ed erbe contengono anche potenti veleni e tossine. Il lavoro di ricerca svolto dai chimici serve proprio a depurare i principi utili da quelli dannosi ed a concentrarli. L’unica cosa che può garantire la sicurezza di una sostanza sono studi clinici seri e controllati, non la “naturalezza”. La vitamina C “naturale” e quella di sintesi, ovviamente, sono perfettamente uguali…

L’ESSERE UMANO UTILIZZA SOLO IL DIECI PER CENTO DEL PROPRIO CERVELLO. Questa “leggenda medica” si è diffusa intorno al 1907 e non è stata originata, come si pensava, da Albert Einstein. Oggi la neuroscienza si è evoluta molto rispetto ad un secolo fa ed è assolutamente certo che non esistano aree del cervello che restano costantemente inutilizzate.

CAPELLI E UNGHIE CONTINUANO A CRESCERE DOPO IL DECESSO: Questa scioccante quanto insolita affermazione è “pura fantasia” secondo quanto dichiarato dal medico forense William Maples. Tuttavia la disidratazione del corpo dopo la morte può causare un ritiro della pelle che mette maggiormente in evidenza unghie e capelli, dando l’illusione che non abbiano smesso di crescere.

BISOGNA ASPETTARE PIU’ TEMPO POSSIBILE PRIMA DI PRENDERE DEI MEDICINALI ANTIDOLORIFICI – Se si ha, per esempio, un serio mal di testa è meglio prendere un analgesico il prima possibile: non si soffre inutilmente e la pillola risulta più efficace.

NON FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO – Dopo mangiato il sangue viene attratto verso stomaco e intestino, che devono svolgere le funzioni necessarie per la digestione del pasto. Quindi ne rimane a disposizione meno per i muscoli e per il resto dell’organismo. Se si svolge un’attività fisica intensa dopo mangiato si verifica quindi una “competizione” fra apparato digerente e muscoli che “si contendono” il sangue. Questo può comportare una difficoltà a digerire o una particolare stanchezza, che può portare in qualche caso allo svenimento per “furto di sangue” al cervello. Se ciò accade in acqua è chiaro che i rischi sono alti, perché si rischia l’annegamento, ma un conto è fare un bagno in mare, in acqua fredda dopo mangiato, oppure fare una partita di tennis sotto il sole dopo mangiato, discorso diverso è il concedersi un bagno in acqua calda o tiepida in una piscina dove si tocca o nella vasca del bagno di casa. E’ evidente che il rischio è completamente diverso.

I TELEFONI CELLULARI SONO PERICOLOSI NEGLI OSPEDALI: L’ultimo dei “falsi miti” è quello della dannosità dei telefoni  cellulari sulle apparecchiature mediche degli ospedali. Nonostante i timori diffusi, gli studi hanno riscontrato interferenze minime se non nulle con l’equipaggiamento medico. Al contrario, è stato evidenziato come l’utilizzo di telefoni mobili da parte dei dottori è da associare ad un ridotto rischio di errore medico causato dalla eventuale lentezza nel trasmettere una comunicazione urgente. Sicuramente, però, un medico che passa il suo tempo su facebook non sarà così attento ai suoi pazienti! Infine nessuno ha ancora compreso bene se usare i telefoni mobili ci rovinerà il cervello o meno…

 

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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