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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Clomipramina: Informazioni, Indicazioni Effetti Collaterali

10/04/2017 da Valerio Rosso 12 commenti

La Clomipramina, in commercio sia come farmaco equivalente, sia come farmaco “di marca” con il nome di Anafranil © commercializzato dall’azienda farmaceutica Novartis, è un antidepressivo triciclico di prima generazione che viene usato in psichiatria per la terapia di diverse forme morbose.

Che cos’è la Clomipramina? Cosa si intende per antidepressivo triciclico? Quali indicazioni terapeutiche effettivamente ha la Clomipramina? Quali effetti collaterali può causare la clomipramina?

Informazioni sulla Clomipramina (Anafranil @)

La Clomipramina (Anafranil @) è un farmaco che è stato assolutamente una pietra miliare per la psicofarmacologia.

La Clomipramina viene definita un farmacoTriciclico per via della struttura chimica,  costituita da tre anelli, agiscono contemporaneamente in senso agonistico (in particolare sui sistemi noradrenergico e serotoninergico)bloccando il trasportatore della serotonina (SERT) e della noradrenalina (NET) rispettivamente.

La struttura chimica dei triciclici è in qualche modo analoga a quella delle fenotiazine, una classe di farmaci che include molti antipsicotici, e inizialmente vennero prodotti proprio con l’indicazione di farmaci contro i sintomi psicotici.

La maggioranza delle molecole tricicliche hanno anche notevole affinità come antagonisti recettoriali sui recettori serotoninergici 5-HT2, 5-HT2A e 5-HT2C, 5-HT6,  5-HT7, sui recettori adrenergici α1, sui recettori NMDA e come agonisti del recettore σ e σ2: queste attività possono contribuire sia al loro effetto terapeutico sia ad alcuni effetti collaterali.

I Triciclici, inclusa la Clomipramina, antagonizzano i recettori istaminici H1 e H2, ed i recettori muscarinici. Questi effetti contribuiscono ad alcuni effetti collaterali di questo farmaco, anche se il blocco dei recettori H1 e H2 può essere utile per aumentare l’appetito e favorire la sedazione terapeutica.

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Storia degli Antidepressivi triciclici

All’inizio degli anni ’50 si scoprì l’azione antitubercolare dell’isoniazide, una sostanza ricavata dai residui dei combustibili bellici, da parte di alcune aziende farmaceutiche (Hoffman-La Roche e Squibb del New Jersey). Pochi anni dopo l’ introduzione sul mercato dell’isoniazide, i decessi per tubercolosi negli USA si ridussero a soli 4 decessi per 100.000 abitanti.

Nel 1953 un fotografo dell’ Associated Press diffuse alcune foto del Sea View Hospital di New York nelle quali venivano ritratte delle pazienti trattate con un derivato dell’isoniazide che erano particolarmente sorridenti, danzanti in un clima di festa: qualcuno si accorse che questi effetti euforizzanti della terapia sembravano eccessivi e non solo imputabili al miglioramento clinico, e qualche psichiatra provò ad utilizzare il farmaco nei pazienti depressi.

Nel luglio del 1957, durante il congresso annuale dell’American Psychiatric Association a Siracuse, lo psichiatra statunitense Nathan Kline  presentò i suoi primi risultati ottenuti su pazienti depressi trattati con il farmaco antitubercolare, il cui nome commerciale all’epoca era Marsilid.

L’anno dopo, nonostante il farmaco fosse ancora registrato solo come farmaco antitubercolare, 400.000 pazienti depressi vennero trattati con l’iproniazide con ottimi risultati, dando il via all’utilizzo di una classe di farmaci in grado di curare la depressione.

Sempre in quell’anno, durante il II Congresso Mondiale di Psichiatria a Zurigo, Roland Kuhn portò i suoi dati sulla efficacia antidepressiva di un’altra molecola, denominata G-22355 derivata dal farmaco antitubercolare, davanti ad una svogliata platea di una decina di persone che ritenevano ancora che la depressione fosse solo il risultato di processi psicodinamici e di conflitti intrapsichici.

Kuhn, un giovane assistente presso l’ospedale psichiatrico cantonale di Munsterlingen, vicino a Basilea, aveva ricevuto dall’azienda Geigy una nuova molecola, la G-22355 il cui vero nome era Imipramina, che avrebbe dovuto avere anche proprietà antipsicotiche, dimostrato poi non essere vero.

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Indicazioni, Posologia ed Effetti Collaterali della Clomipramina

La scheda tecnica riporta una ampia serie di indicazioni, ovvero Stati depressivi di varia eziologia e sintomatologia come endogeni, o reattivi, o neurotici, oppure organici, mascherati, e forme involutive di depressione, ma anche depressione associata a schizofrenia e disturbi della personalità, troviamo anche sindromi depressive da presenilità o senilità, da stati dolorosi cronici e da disturbi somatici cronici. Infine abbiamo l’indicazione nelle sindromi ossessivo-compulsive, fobie, attacchi di panico e stati dolorosi cronici.

Nella pratica le cose, modernamente, sono un pochino diverse. L’utilizzo della Clomipramina viene privilegiato in ambito specialistico, visto il suo profilo di effetti collaterali più importante rispetto ad altre opzioni terapeutiche (ad es. gli SSRI). Quindi, in pratica, viene utilizzata nelle forme depressive gravi e resistenti, nel disturbo ossessivo-compulsivo grave in monoterapia o in associazione ad SSRI o ad antipsicotici.

La Posologia della Clomipramina riportata in scheda tecnica è la seguente: dose iniziale 25 mg/die, dose di mantenimento da 100 a 250 mg/die; il dosaggio terapeutico va suddiviso in due somministrazioni al dì e raggiunto aumentando di 25 mg ogni tre giorni; negli anziani dosi ridotte del 50%.

Sono molti gli effetti collaterali riportati nel foglio illustrativo, i più frequenti sono:

    • Da blocco colinergico (probabilmente i più frequenti): secchezza delle fauci, stipsi, disturbi dell’accomodazione, tachicardia, tremori, impotenza, eiaculazione ritardata.
    • Da blocco dei recettori adrenergici: ipotensione ortostatica, tachicardia, ipersedazione.
    • Da blocco dei recettori istaminici: ipersedazione, aumento di peso.

 

In conclusione, gli antidepressivi triciclici come la Clomipramina, nonostante un profilo di effetti collaterali più grave degli SSRI, sono comunque molecole molto efficaci e può essere utile ricordare che sono molto meno costose degli SSRI. Sono farmaci meno maneggevoli, ma le controindicazioni assolute non sono poi così importanti e gli effetti collaterali sono comunque gestibili.

????Lasciatemi dire ancora una cosa… I farmaci o le psicoterapie “classiche” non sono l’unica opzione per riuscire a “risalire in superficie” quando la depressione si manifesta! Provate a leggere questo libro: “Superare la depressione. Un programma di terapia cognitivo-comportamentale“, potrebbe favorire e migliorare la risposta al trattamento psicofarmacologico. In ogni caso chiedete sempre conferma al vostro medico o al vostro psichiatra per valutare se questa possibilità può fare per voi. La terapia cognitivo comportamentale è una risorsa importante, da affiancare alla terapia psicofarmacologica per potenziare il trattamento e per evitare ricadute. Acquistatelo al miglior prezzo su Amazon.it:

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CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Archiviato in:Psicofarmacologia Contrassegnato con: antidepressivi, antidepressivi triciclici, depressione, farmacoterapia, iproniazide, isoniazide, marsilid

Interazioni del lettore

Commenti

  1. alessandra dice

    10/04/2017 alle 8:10 am

    Il disturbo legato alla sfera sessuale non lo definirei “gestibile”, perché proprio quando il farmaco comincia a fare effetto e ci si sente meglio la difficoltà ad avere una vita sessualmente attiva è mortificante e frustrante e per molti versi vanifica addirittura i benefici del farmaco. Io definirei quel genere di molecola superata da altre, tipo Valdoxtan (però costoso) o Brintellix (mutuabile) che hanno di fatto annullato tali effetti.

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      10/04/2017 alle 6:20 pm

      Grazie del commento. E’ senz’altro vero che le collateralità sessuali possono essere importanti e superiori ad alcuni farmaci di nuova generazione. D’altra parte i triciclici trovano ancora delle applicazioni importanti in alcuni ambiti specifici come ho spiegato nell’articolo.

      Rispondi
  2. alessandro dice

    30/11/2017 alle 3:21 pm

    buonasera,

    volevo sapere dal dottore essendo 3 settimane che assumo brintellix 5 mg se tale molecola possa agire
    sulla libido o avere effetti avversi sessuali. A mio parere sembra che sia meno interessato e pronto sotto
    questo punto di vista. Venendo dalla paroxetina 20 mg al di il dottore mi ha consigliato questa soluzione..
    visto i noti problemi sotto il profilo sessuale della paroxetina seppur lo trovo un ottimo farmaco.
    ringrazio e saluto

    Rispondi
  3. Massimo dice

    09/12/2017 alle 10:42 am

    È il farmaco migliore in assoluto , ne ho provati tanti, ma rimane quello più specifico .A dosaggi modesti aumenta l attività sessuale .

    Rispondi
  4. Paf dice

    23/12/2017 alle 10:23 am

    Buongiorno il mio compagno assume da tempo anafranil 75 mg mezza pastiglia al di per contrastare l eiaculazione precoce.. Il risultato è eiaculazione precoce persiste senza orgasmo e da 3 mesi calo notevole del desiderio… Anni 55 relazione stabile.. Help!!

    Rispondi
  5. Aneli Grazia dice

    22/10/2018 alle 1:01 pm

    Buon pomeriggio cortesemente vorrei sapere un integratore Bioseme a base di semi di pompelmo abbia interazione con il daparox e il surmontil che assumo giornalmente grazie

    Rispondi
  6. Daiana dice

    18/12/2018 alle 1:45 pm

    Buonasera…. vorrei sapere se Anafranil fa ingrassare perché da ritenzione idrica o perché aumenta l’appetito… grazie 1000

    Rispondi
  7. Grazia dice

    31/07/2020 alle 3:12 pm

    Buonasera dottore,ho 60 anni e da venti soffro di ansia.In tutti questi anni ho tamponato i sintomi con poche gocce di En che mi furono prescritti da un neurologo.Sono stata bene,ho sempre lavorato sono.un ex insegnante della scuola primaria.Ho condotto una vita normale.A distanza di tempo le mie gocce non mi funzionavano più e sono andata a fare una visita psichiatrica.Da quel giorno sono iniziati i miei problemi.Il medico mi disse che l’ansia va curata con gli antidepressivi a basse dosi.pur non riscontrando nessun disturbo depressivo ma solo ansia generalizzata.Chiesi al medico ma se l’ansia è un sintomo.e non una malattia perché usare un antidepressivo dal momento che non sono depressa?Comunque mi prescrisse Paroxtina 10.mg per due mesi .La mia ansia aumentava ,avevo problemi urinari,stavo malissimo.Ritorno da lui.e gli mostro un diario.che avevo scritto ogni giorno da quando assumevo il farmaco.Al che mi cambiò farmaco con Anafranil.Sono 10.giorni che assumo.10.mg la mattina e Tavor gocce x3 volte al giorno.La situazione non è migliorata ,anzi peggiorata tutto il giorno ansia a mille ,palpitazioni e non so più cosa fare.Stavo molto meglio prima quando non la curavo che adesso.Mi scuso se mi sono dilungata,vorrei gentilmente un suo parere.Grazie mille se vorrà rispondermi.Buona serata!

    Rispondi
  8. Grazia dice

    01/08/2020 alle 12:53 pm

    Aspetto gentilmente una sua risposta,se il farmaco Anafranil.sia indicato o meno nel disturbo d’ansia,senza psicosi ,fobie e depressione.Leggendo il bugiardino,mi sono.spaventata e ho capito che è indicato di più oltre la depressione per ansia associata a psicosi,ma non parla di ansia generalizzata.Se è possibile vorrei un suo parere,tra l’altro è un farmaco.forte e non voglio usare un farmaco così potente da mettere a rischio la mia salute.Grazie infinite dottore se vorrà rispondermi.

    Rispondi
  9. Federica dice

    19/12/2022 alle 9:17 pm

    Buonasera Dr. Rosso,
    assumo Daparox 20 mg 1cp al mattino da qualche anno. Ultimamente a causa di un periodo molto stressante con attacchi di panico ricorrenti, mi è stato dato in aggiunta al Daparox anche 1 cp di Anafranil alla sera.
    Dopo 20 giorni sto molto peggio con effetti collaterali devastanti: tachicardia fino a 170 battiti, sbalzi di pressione, tremore, miclonie, angoscia, paura ad uscire o stare sola, estrema debolezza, crisi ipotensive in posizione ortostatica. Sono intollerante al farmaco? Vi è un’interazione tra molecole? Non so più cosa pensare e non vivo più….

    Rispondi
  10. Donatella dice

    09/02/2023 alle 3:13 pm

    Salve dottore, soffro di ansia generalizzata e depressione .prendo da 16 giorni anafranil metà compressa da 75ª rilascio prolungato. Prima settimana ok la seconda settimana umore giù sembro bloccata, cm se nn riuscissi più a ridere e stare serena. Dormo bene e ansia è meno. Secondo voi farà effetto? Oppure devo alzare dose per l’umore.? Perche la prima settimana sono stata da Dio??? Grazie dottore

    Rispondi
  11. Timone dice

    26/04/2023 alle 2:57 pm

    Salve Dottore è vero che se usato a bassi dosaggio (nella sua pratica clinica ovvia mente )tipo 10 mg ha meno effetti collaterali ed è più efficace degli SSRI così tanto pubblicizzati grazie infinite la seguo sempre con grande interesse

    Rispondi

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