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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Perché i Medici dovrebbero imparare a programmare?

05/07/2018 da Valerio Rosso 10 commenti

Imparare a programmare? Un medico? Assolutamente si, negli anni 2000. Vediamo perché…

Quanto tempo ci vuole per laurearsi in medicina in Italia? Almeno 6 anni nella migliore delle ipotesi.

Quindi, dopo aver terminato questa prima fase degli studi in medicina, occorrono altri 4-5 anni per portare a termine una specializzazione medica.

Ora, a titolo di confronto, sapete quanto tempo ci vuole per diventare un buon programmatore di computer (C, Java o Python)? La risposta è, mediamente, 3-4 anni per acquisire le capacità che ti possano far lavorare come un programmatore professionista. Un dilettante entusiasta e molto motivato può raggiungere lo stesso obiettivo in molto meno tempo. Non male vero? Inoltre in molti paesi (vedi gli USA) un buon programmatore non laureato, guadagna come un medico specialista in Italia.

Che cosa potrebbe accadere se combiniamo laurea in medicina, specialità e competenze professionali di programmazione?

Saper programmare è un’abilità in sé e richiede pratica e costanza, proprio come qualsiasi altra abilità (ad esempio saper suonare uno strumento). Ma per ovvi motivi ha senso affermare che il percorso di apprendimento per essere un medico clinicamente esperto è più lungo di un percorso indirizzato ad essere un programmatore di computer.

Inoltre, è senz’altro difficile avere una formazione medica “fai da te” perché le responsabilità associate e la professione in se richiede certificazioni che non lo consentono. Sull’altro versante, quello della programmazione, non è affatto difficile acquistare o scaricare un libro sulla programmazione del computer, o guardare dei video tutorial online e fare esperienza pratica. Pertanto, a mio parere, ha senso insegnare a un medico come programmare il computer.

Lasciate che vi racconti la mia storia.

Durante i primi anni ’80 ero un ragazzino nerd assoluto, sapevo già programmare in basic, pascal ed assembler; questa passione mi ha accompagnato per tutto il liceo. Quando ho iniziato la facoltà di medicina, mi piacevano ancora molto i computer. Era il 1990. Avevo molta esperienza con il computer, ma nei primi due anni la persi molto velocemente perché le cose cambiarono molto rapidamente (da ZX-80, allo Spectrum, al Commodore 64, Amiga ai Mac ai primi PC, le cose cambiavano ogni 6 mesi, quasi come adesso…), io mi ero gettato a capofitto nella musica, ed in ogni caso mi piaceva ancora sperimentare un pochino.

Quando ho iniziato a usare Internet, presto ho voluto creare una pagina web e ho acquistato un libro su hypertext markup language (HTML) (il linguaggio del web). Leggendo il testo, provando alcuni esercizi, ho scoperto che non era “Rocket Science”, come si dice. Il web era tutto sommato, semplice.

Quindi volevo un po ‘più di interattività e ho scoperto JavaScript, ma l’ho subito abbandonato. Ho letto alcuni libri di programmazione Delphi, solo per divertimento (sì, sono scostante in ambito informatico). Poi volevo ancora più interattività per il mio bruttissimo sito web e ho iniziato a imparare le basi del PHP (un linguaggio di scripting open source) e MySQL (un formato di database open source e molto potente).

Negli anni 2000, utilizzando PHP e MySQL, ho creato un piccolo framework molto rudimentale basato sul web per la gestione di cartelle cliniche online, incluso un formato di output che avrebbe potuto essere ottimizzato per i dispositivi mobili. Era il 2004, gli iPhones non esistevano ancora, nemmeno le “app”. Ma il mio piccolo progetto funzionava e volevo usarlo per la mia tesi di specialità in psichiatria. Ovvimente nessuno mi diede alcun tipo di ascolto. La risposta del mio Prof (e degli altri miei colleghi) fu: “In psichiatria le cartelle cliniche elettroniche non serviranno mai a nulla”, “Cosa serve ad uno psichiatra occuparsi di computer?”.

Ora, con il senno di poi, è ovvio che io non sono stato lungimirante e che i miei insegnanti erano ancora meno lungimiranti di me. Probabilmente, con le mie competenze di programmazione, benché basse e poco strutturate, avevo una visione di insieme superiore a quella delle persone che avrebbero dovuto insegnare “cose nuove” a me. Ma l’ambiente, si sa, può generare pressioni in grado di suscitare molte nuove idee o di ucciderne altre.

In sintesi il messaggio è questo: non sottovalutate quanto le competenze trasversali possano fornire nuova linfa al nostro lavoro. Se una persona è pronta ad acquisirle e a farne uso, la nostra carriera potrebbe prendere direzioni piacevolmente inaspettate.

Big Data, Internet of Things ed Intelligenza Artificiale saranno parole chiave nella medicina del prossimo domani, di conseguenza le richieste di professionisti clinici che possano contribuire in prima persona a questa rivoluzione della ricerca e dell’applicazione clinica delle nuove tecnologie, cresceranno a dismisura, credetemi.

Allo stesso modo possiamo immaginare che i medici potrebbero essere protagonisti di nuove Start Up nell’ambito della salute, dove le competenze trasversali tecnologiche (vedi “saper programmare” in python, in R, in C o in altri linguaggi) saranno un sicuro valore aggiunto, quanto meno per poter parlare un linguaggio comune con chi ha le specifiche competenze di sviluppo.

Infine lasciatemi anche ricordare che programmare insegna a chiunque come affrontare un problema logico, a scomporlo in parti più piccole e ad affrontarlo in maniera trasversale. Queste capacità di ragionamento, favorite dalla scrittura del codice, sono esercizi mentali estremamente utili nella pratica clinica.

Che ne dite? Vogliamo aprire una discussione al riguardo?

In ogni caso vi comunico che il miglior linguaggio di programmazione per il medico e la ricerca in medicina ed altre scienze biologiche é di sicuro Python. Volete provare ad apprendere questo linguaggio? Nei prossimi giorni scriverò un tutorial su come un medico possa in 2-3 mesi imparare python e mettere in pratica queste sue nuove competenze di programmazione  nella pratica clinica e di ricerca.

Nel frattempo IL libro da acquistare é “Learn Python 3 the Hard Way: A Very Simple Introduction to the Terrifyingly Beautiful World of Computers and Code” di Zed A. Shaw, acquistatelo al miglior prezzo su Amazon.it:

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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Valerio Rosso

CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Interazioni del lettore

Commenti

  1. giuseppe schembri dice

    05/07/2018 alle 7:40 am

    Dott rosso la stimo e la ammiro per la sua professionalità e intelligenza oltre a tutto e un bravissimo musicista(la seguo su Spotify) mi piace mi ricorda le atmosfere dei Pink Floyd per certi aspetti…. Detto questo leggendo il suo articolo (molto stimolante) mi sono messo a ridere quando invita i suoi colleghi alla programmazione??…. Forse fuori sarebbe pure preso in considerazione ma in Italia mi scusi la parolaccia la prenderebbero per il c… Lo. Figuriamoci se questi Dinosauri possano pure pensare di usare il computer… altro che programmazione!!! Non possiedono neanche IL Poss per strisciare la carta che devi andare solo con i liquidi…. ??? Pyton? E solo fantascienza… Ma la esorto lo stesso a continuare così… Magari qualcuno si sveglia? saluti

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      05/07/2018 alle 7:59 am

      ✌️? Grazie della motivazione! Prima o poi le persone troveranno delle loro personali buone ragioni per cambiare…

      Rispondi
  2. F Tasso dice

    05/07/2018 alle 10:44 am

    Traguardi che vorrei raggiungere nei prossimi 12 mesi
    – Diploma Europeo in Anestesia Locoregionale
    – Delf A2 o B1 in Francese
    – Approfondire le tematiche fiscali (e contrattuali) inerenti la nostra professione
    – Riguadagnare una buona forma fisica, dopo anni di libri
    – Creare un buon sito web su WordPress (quindi perfezionare editing immagini / video)

    Ora dopo questo post mi trovo un punto in più
    – scoprire rudimenti di Phyton.

    Non so se esserne contento oppure disperarmene…! E soprattutto… non so se lasciare questi corposi 5 punti e lasciarlo all’anno prossimo…!

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      05/07/2018 alle 12:19 pm

      ✌️?? Gioisci!!!! Bellissimo programma!!!!

      Rispondi
  3. Silvia dice

    05/07/2018 alle 12:51 pm

    Sono anche io un medico psichiatra. Mi ha sempre affascinato il mondo dei computer, mi ha sempre incuriosito capire come funzionano sistemi complessi… il computer somiglia molto alla nostra mente! Del resto a lavoro svolgo il ruolo di ‘tecnica del computer’ visto che mediamente se c’è un guasto di lieve entità non mi faccio spaventare (non ho mai capito perché di fronte a un computer che ‘si pianta’ si bloccano tutti!) e tento di risolverlo. Non sono stata così lungimirante da imparare un linguaggio di programmazione e non ho un mio sito internet ma penso che prima o poi lo farò, questo articolo è sicuramente un ottimo stimolo da questo punto di vista! Grazie!

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      05/07/2018 alle 12:55 pm

      Ciao! Sono davvero felice che tu abbia letto questo mio pensiero! Spero che mi seguirai e che andrai anche a dare uno sguardo al mio canale youtube dove parlo di molte cose inerenti la nostra materia… ✌️?

      Rispondi
      • Silvia dice

        05/07/2018 alle 7:45 pm

        Volentieri! Il canale YouTube ancora non l’ho visitato ma ho letto con piacere molti degli articoli che pubblichi. Sempre molto interessanti!

        Rispondi
  4. Tommaso dice

    11/01/2019 alle 10:14 am

    Neolaureato in medicina, dopo aver cominciato più di dieci anni fa per hobby, ormai da qualche anno sono sviluppatore informatico PHP/Mysql.
    Recentemente ho scoperto la bioinformatica.
    La strada del “medico informatico” è tutta da tracciare…

    Rispondi
    • User dice

      02/10/2020 alle 10:43 pm

      Ciao, presto mi laureerò in medicina. Mi piace moltissimo programmare, è una passione che ho iniziato a coltivare da due tre anni e ora sto diventando piuttosto bravo. Sono interessato a scambiare due chiacchiere, mi piacerebbe capire come unire a medicina con la programmazione. Se ti va scrivimi. La mia email è 96.the.dark.side.of.the.moon.96@gmail.com

      Rispondi
  5. Pippo dice

    01/04/2022 alle 2:54 am

    Ciao, sono un collega pneumologo e lavoro in emergenza urgenza . Smanettone da sempre ma con il grave vuoto di non aver mai studiato per bene un linguaggio. Da alcuni giorni, grazie ad un piccolo raspberry pi mi sono finalmente deciso di riprendere i rudimenti del Python e sto scoprendo un sottobosco allucinante che la maggior parte di noi medici ignora. Al di fuori del nostro paese le competenze in data science e machine learning applicate alla medicina sono una pura realtà è stanno entrando sempre di più nella pratica quotidiana. Spero di riuscire a non perdermi in questo mare di studio, il tuo articolo è stato sicuramente molto motivante.

    Rispondi

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