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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Atomoxetina: Informazioni, Utilizzo ed Effetti collaterali

01/09/2019 da Valerio Rosso 1 commento

L’ADHD ed i farmaci utilizzati per il trattamento (per lo più Atomoxetina e Metilfenidato in Italia) sono spesso al centro di polemiche e di dibattiti spesso basati su opinioni personali di non addetti ai lavori o, spesso, di vere e proprie fake news.

Visto che la ricerca su google di questi termini (ADHD, atomoxetina o metilfenidato) spesso porta a ritrovare tra i primi risultati articoli di opinionisti “improvvisati” e dei soliti autori dell’antipsichiatria più estrema mi pareva il caso di chiarire un pochino le cose al riguardo.

Ho già scritto al riguardo dell’ADHD in questi due articoli (Articolo 1 – Articolo 2) ma non avevo ancora prodotto nulla che spiegasse in maniera chiara e precisa le informazioni, le indicazioni, la posologia e gli effetti collaterali dell’atomoxetina.

Rispetto al metilfenidato mi riprometto di scrivere un simile articolo al più presto.

Quali sono quindi le esperienze con atomoxetina? Quali indicazioni ha questo farmaco? Quali sono la sua storia e le sue caratteristiche? Che effetti collaterali ha l’Atomoxetina?

Atomoxetina: Informazioni Generali

Che cos’è l’atomoxetina? Che storia ha questo farmaco?

L’atomoxetina, venduta in Italia con il marchio Strattera, è uno psicofarmaco usato per trattare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), nei soggetti che hanno almeno sei anni, ovviamente adulti inclusi. L’atomoxetina si può assumere solo per bocca.

L’atomoxetina è stata approvata per uso medico negli Stati Uniti nel 2002, mentre è stata immessa sul mercato italiano nel 2007 ed il farmaco è prodotto e commercializzato dalla azienda farmaceutica Eli Lilly and Company, che ne detiene anche il brevetto. A titolo informativo è interessante rilevare che l’atomoxetina nel 2016, è stato il 245° farmaco più prescritto negli Stati Uniti, con più di 2 milioni di prescrizioni.

L’atomoxetina viene prodotta, commercializzata e venduta in Italia come sale cloridrico (atomoxetina HCl), appunto con il marchio Strattera da Eli Lilly and Company, la società che ha depositato il brevetto originale e attuale titolare del brevetto statunitense.

L’atomoxetina inizialmente doveva essere sviluppata come farmaco antidepressivo, ma dopo i trials clinici registrativi non risultò sufficientemente efficace per il trattamento della depressione.

Tuttavia, l’atomoxetina venne trovata efficace per il trattamento dell’ADHD ed è stato approvato per quella indicazione, nel bambino maggiore di 6 anni, nell’adolescente e nell’adulto, dalla FDA nel 2002.

L’autorizzazione all’immissione in commercio dell’atomoxetina in Italia, dispensata dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ha reso assolutamente necessario il monitoraggio dell’utilizzo di questo farmaco nella popolazione pediatrica ed in quella adulta affetta dall’ADHD, trattata con questo farmaco, in associazione con altri psicofarmaci o con interventi non farmacologici.

Per questa necessità è stato istituito un registro nazionale coordinato dal Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l’AIFA; soltanto i medici presenti su questo registro possono prescrivere il farmaco e permetterne la rimborsabilità da parte del SSN.

L’atomoxetina è un farmaco che inibisce in maniera selettiva il meccanismo di trasporto pre-sinaptico della noradrenalina, ma non influenza direttamente i trasportatori della serotonina o della dopamina.

Tuttavia gli studi indicano che la 4-idrossi-atomoxetina, ovvero il suo principale metabolita ossidativo, eserciterebbe una minima azione inibitoria sul trasportatore della serotonina (SERT).

Come spesso accade in medicina, ed in psichiatria in particolare, non sono ancora chiare le modalità con cui il farmaco riesca a ridurre i sintomi nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) anche se è noto che la noradrenalina rivesta un ruolo fondamentale nella regolazione dei livelli di attività della nostra mente, in particolare dell’attenzione e dell’impulsività.

Indicazioni all’Uso dell’Atomoxetina

L’atomoxetina in Italia (ed in Europa) ha indicazione esclusiva al trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nel bambino dopo i 6 anni di età, nell’adolescente e nell’adulto.

Come si assume l’atomoxetina e a che dosaggio?

L’atomoxetina è un farmaco che si deve assumere sempre per via orale e viene assorbito molto bene dal tratto gastrointestinale, indipendentemente dal cibo.

La concentrazione massima nel sangue dell’atomoxetina avviene dopo circa 1 o 2 ore dall’assunzione per via orale.

Il nome commerciale dell’Atomoxetina è Strattera® ed è presente sul mercato Europeo, Italia inclusa, in capsule rigide da 10mg, 18mg, 25mg, 40mg, 60mg e 80mg, davvero un elevato numero di formati.

Il trattamento con Strattera® (Atomoxetina) va solitamente iniziato con un dosaggio pari a 0,5mg per Kg di peso corporeo.

Questo dosaggio iniziale andrebbe mantenuto per 7 giorni prima di procedere ad un eventuale aumento della posologia sulla base della risposta clinica e della tollerabilità.

In ogni caso dosaggi superiori a 1,2 mg/kg/die non hanno dimostrato alcun tipo di utilità o di sicurezza.

Solitamente l’atomoxetina si assume al mattino in una unica somministrazione, dopo colazione.

Effetti collaterali e controindicazioni dell’Atomoxetina

Come ogni farmaco anche l’atomoxetina presenta degli effetti collaterali e delle controindicazioni.

Al di la di quello che possono suggerire alcune esperienze con atomoxetina su forum o su siti di dubbia provenienza, l’atomoxetina, se assunta sotto controllo medico e dopo aver compiuto tutti gli accertamenti necessari (visita medica, esami del sangue ed elettrocardiogramma) è un farmaco che mostra una buona finestra terapeutica, sicurezza e buona tollerabilità.

Gli effetti collaterali più comuni sono la cefalea, il dolore addominale e la diminuzione dell’appetito, qualche volta associati a riduzione del peso corporeo.

Alle volte si possono anche presentare nausea, vomito e sonnolenza, per lo più nei primi mesi di trattamento con il farmaco.

È stata anche segnalata la possibilità di sviluppare ipotensione ortostatica (abbassamenti di pressione) con possibilità di svenimenti; la possibilità che si sviluppino convulsioni invece non è stata ancora dimostrata in maniera univoca.

Un dato importante da riportare e che ci sono dati di sorveglianza farmacologica post-marketing che hanno mostrato la possibilità per alcuni pazienti di sviluppare un prolungamento dell’intervallo QT, un parametro dell’elettrocardiogramma, e addirittura vi sono state segnalazioni di situazioni che potevano mettere il paziente in pericolo di vita.

Esperienze e Conclusioni su Atomoxetina

Si ritrovano sul web (specialmente forum e blog di persone non professioniste) molte fonti fi informazioni che riportano esperienze con atomoxetina, ma la realtà è che si deve sempre fare riferimento a medici (al proprio medico in particolare!) per ottenere informazioni corrette.

I farmaci per il trattamento dell’ADHD hanno ricevuto una notevole ondata di fake news e di informazioni ideologicamente impostate a livello mondiale, principalmente dai soliti canali dell’anti-psichiatria.

Deve essere chiaro per ogni paziente o caregiver che l’ADHD deve prevedere un programma di trattamento multimodale che includerà interventi psicologici, educativi, riabilitativi e sociali con il fine di stabilizzare i pazienti con questo disturbo.

Non dimentichiamoci che alcuni interventi digitali innovativi chiamate Terapie Digitali (DTx) saranno presto utilizzate in aggiunta a questi interventi, diciamo, più “classici”.

Bibliografia:

  • Taylor  E,  Sergeant J, Doepfner M, et al. Clinical guidelines for hyperkinetic  disorder.  European Society for Child and Adolescent Psychiatry. Eur Child Adolesc Psychiatry 1998; 7:184-200.
  • Allen  AJ, Kurlan RM, Gilbert DL, Coffey BJ, Linder SL, Lewis DW, Winner  PK,  Dunn  DW,  Dure  LS, Sallee FR, Milton DR, Mintz MI, Ricardi RK, Erenberg G, Layton LL, Feldman PD, Kelsey DK, Spencer TJ.  Atomoxetine  treatment in children and adolescent with ADHD and comorbid tic disorders. Neurology 2005, 65: 1941-49
  • Banaschewski  T,  Coghill  D,  Santosh  P,  Zuddas A, Asherson P, Buitelaar J, Danckaerts M, Dopfner M, Faraone SV, Rothenberger A, Sergeant   J,   Steinhausen   HC,   Sonuga-Barke  EJ,  Taylor  E. Long-acting  medications  for  the  hyperkinetic  disorders  :  A systematic  review  and  European  treatment guideline. Eur Child Adolesc Psychiatry 2006; 15: 476-95.
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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Manuela dice

    05/02/2023 alle 10:01 am

    Grazie sempre per il suo egregio lavoro e servizio. Mi sono abbonata “dopamina” al Suo canale YouTube dove ho già, nei commenti, accennato di voler io iniziare la terapia in quanto, durante test e diagnosi positiva di mio figlio (ADHD medio/grave + bipolarità di tipo 1) ho finalmente compreso il motivo della enorme problematicità gestionale e conseguenti pasticci nella mia vita nonostante miei continui tentativi con self-help ed ogni immaginabile percorso in cui ho sempre fallito. Ora, siccome mio figlio ha solo me come riferimento (è anche orfano di padre) sarebbe assurdo che a fare squadra con la clinica che lo seguirà (avevo provato a contattarla invano , avrei preferito fosse seguito da Lei) sia una madre non centrata e, vista la quantità di esiti positivi con i farmaci l’informazione che la solo psico-educazione senza alla base il farmaco non funzioni (ne sono la prova da decenni) ho pensato di provare ad assumere autonomamente il farmaco in quanto non mi posso permettere di pagare un’altra diagnosi anche per me… Ho letto che è necessario valutare problemi circolatori: io sono microcitica ed ho sempre la pressione bassissima (normalmente) inoltre una cattiva microcircolazione sin da bimba… E fumiamo entrambi. Ovviamente parlerò con il mio medico e chiederò gli esami consigliati (per cui poi non avrò i parametri per capire se posso procedere o meno, spero nel mio medico) ma questa mia caratteristica circolatoria potrebbe, invece, secondo lei, impedirmi categoricamente l’assunzione del farmaco? E quindi evito a priori di acquistarlo e parlarne con il mio medico? Ho già provato a scrivere ad un centro ADHD di Orbassano (che magari mi costerebbe meno della clinica privata) ma non risponde nessuno!!! E forse i tempi non saranno veloci a sufficienza per iniziare la terapia insieme a mio figlio.
    Grazie ancora.

    Rispondi

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