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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

La Disregolazione Emotiva negli Adulti con ADHD: Analisi dei Trattamenti Farmacologici

27/05/2024 da Valerio Rosso Lascia un commento

Introduzione

La disregolazione emotiva nell’ADHD rappresenta una sfida terapeutica molto importante per la qualità di vita delle persone affette da una forma patologica di questa neurodivergenza.

L’ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da sintomi di disattenzione, iperattività e impulsività che si manifestano in età infantile e spesso persistono nell’età adulta.

Secondo l’American Psychiatric Association (2013), l’ADHD colpisce circa il 5% dei bambini in età scolare a livello globale e può continuare a influenzare il 65% degli individui nell’età adulta; probabilmente ci sono forme attenuate e subcliniche che espandono molto questi dati epidemiologici.

Questo disturbo non solo comporta un significativo carico sociale ed economico, ma è anche frequentemente in comorbidità con altre condizioni psichiatriche come disturbi affettivi (depressione e disturbo bipolare), ansia e disturbi del comportamento.

La Disregolazione Emotiva (ED)

La disregolazione emotiva (ED) è una componente critica dell’ADHD che colpisce fino al 70% degli adulti con questo disturbo. La ED è definita come una difficoltà nel modulare gli stati emotivi in modo adattivo e orientato agli obiettivi, manifestandosi con eccitabilità, facilità all’ira e labilità dell’umore. Questi sintomi aggravano significativamente gli esiti psicosociali dell’ADHD, influenzando negativamente la qualità della vita dei pazienti .

Ipotesi Patofisiologiche

Due principali modelli patofisiologici spiegano la ED nell’ADHD:

  1. Ipotesi del Discontrollo (Dyscontrol Hypothesis): Suggerisce che la ED derivi da disfunzioni nei processi inibitori di tipo top-down, tipici dell’ADHD, dove i deficit nei processi esecutivi inibitori portano a reazioni emotive anormali .
  2. Ipotesi dell’Affettività (Affectivity Hypothesis): Propone che la ED sia dovuta a disfunzioni nei circuiti bottom-up, che comprendono l’amigdala, la corteccia orbitofrontale e il corpo striato ventrale, responsabili dell’elaborazione degli stimoli emotivi .

Trattamento Farmacologico

Il trattamento multimodale dell’ADHD include sia interventi farmacologici che non farmacologici. I farmaci per l’ADHD comprendono psicostimolanti come metilfenidato e anfetamine, considerati la prima scelta in molti linee guida, e farmaci non psicostimolanti come atomoxetina, clonidina e guanfacina . Numerosi studi e meta-analisi hanno dimostrato l’efficacia di questi farmaci nel controllo dei sintomi core dell’ADHD, sia nei bambini che negli adulti .

Revisione Sistemica e Meta-Analisi

Uno studio molto importante condotto da Lenzi et al. ha esaminato l’efficacia dei farmaci per l’ADHD sulla ED negli adulti attraverso una revisione sistematica e una meta-analisi di trial clinici randomizzati (RCT) . Sono stati analizzati 21 RCT che hanno incluso farmaci come metilfenidato, atomoxetina e lisdexamfetamina. I risultati hanno mostrato effetti da piccoli a moderati nella riduzione della ED, con variazioni specifiche tra i diversi farmaci:

  • Metilfenidato: SMD = 0.34, 95% CI = 0.23–0.45
  • Atomoxetina: SMD = 0.24, 95% CI = 0.15–0.34
  • Lisdexamfetamina: SMD= 0.50, 95% CI = 0.21–0.80

Questi dati suggeriscono che, mentre i farmaci per l’ADHD sono efficaci sui sintomi core del disturbo, possono essere meno efficaci sui meccanismi bottom-up che sottendono la ED .

Implicazioni Cliniche

Le implicazioni cliniche di questi risultati sollevano domande su quale sia il trattamento più appropriato per migliorare i sintomi emotivi negli adulti con ADHD. Sebbene i farmaci per l’ADHD mostrino effetti limitati sulla ED rispetto ai sintomi core del disturbo, non è chiaro se altri farmaci, come antidepressivi o stabilizzatori dell’umore, possano essere più efficaci. Inoltre, considerati i possibili effetti collaterali di questi ultimi, potrebbe essere prudente esplorare prima l’efficacia dei farmaci per l’ADHD.

Una dimensione a parte dovrebbe riguardare le nuove metodiche CBT di terza generazione come la Mindfulness, e anche le prospettive legate alle Terapie Digitali (“DTx“) la cui applicazione potrebbe trasformare l’approccio a questo e ad altri disturbi mentali.

Conclusioni

La gestione della Disregolazione Emotiva negli adulti con ADHD richiede un approccio integrato e personalizzato, considerando sia i farmaci per l’ADHD che altre possibili opzioni terapeutiche. Studi futuri dovrebbero mirare a esplorare ulteriormente le differenze nei meccanismi patofisiologici della ED e sviluppare trattamenti più efficaci e mirati.

I meccanismi patofisiologici che contribuiscono alla DE negli adulti con ADHD sono ancora oggetto di studio, ma si ritiene che coinvolgano disfunzioni nei sistemi neurochimici che regolano l’umore e l’emozione. Le anomalie nei sistemi dopaminergico e noradrenergico, che sono centrali nell’ADHD, sembrano influire anche sulla regolazione emotiva. Gli individui con ADHD possono mostrare una sensibilità aumentata agli stimoli emotivi e una capacità ridotta di inibire le risposte emotive inappropriate, il che può essere aggravato dalla comorbilità con altri disturbi psichiatrici, come la depressione e l’ansia.

Il trattamento farmacologico dell’ADHD può avere un impatto significativo sulla DE. Gli stimolanti, come il metilfenidato e le amfetamine, sono i farmaci di prima linea per l’ADHD e possono migliorare la regolazione emotiva migliorando l’attenzione e riducendo l’impulsività. Tuttavia, non tutti i pazienti rispondono positivamente agli stimolanti e alcuni possono sperimentare effetti collaterali che peggiorano la DE. I farmaci non stimolanti, come l’atomoxetina e la guanfacina, offrono alternative che possono essere più adatte per alcuni pazienti, fornendo benefici in termini di regolazione emotiva con un profilo di effetti collaterali diverso.

Oltre ai farmaci, gli interventi psicoterapeutici giocano un ruolo cruciale nella gestione della DE negli adulti con ADHD. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è particolarmente efficace nel fornire strategie per gestire le emozioni intense e migliorare la regolazione emotiva. La CBT può aiutare i pazienti a identificare e modificare i pensieri disfunzionali che contribuiscono alle risposte emotive esagerate e a sviluppare abilità di coping più efficaci. La terapia dialettico-comportamentale (DBT), originariamente sviluppata per il trattamento del disturbo borderline di personalità, ha mostrato promettenti risultati anche nel contesto dell’ADHD, aiutando i pazienti a migliorare la tolleranza allo stress e la regolazione delle emozioni.

Un approccio integrato e personalizzato alla gestione della DE negli adulti con ADHD deve considerare la combinazione ottimale di trattamenti farmacologici e psicoterapeutici. La personalizzazione del trattamento richiede una valutazione approfondita delle specifiche esigenze e caratteristiche del paziente, inclusi i sintomi dell’ADHD, le comorbidità psichiatriche, la storia dei trattamenti precedenti e le preferenze individuali. La collaborazione tra medici, psicologi, e altri professionisti della salute è essenziale per fornire un trattamento coordinato e olistico.

Bibliografia:

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
  • Cortese, S., et al. (2013b). Non-stimulant medications for ADHD: a comprehensive review of published meta-analyses and the strategies to address heterogeneity. Acta Psychiatr Scand.
  • Doshi, J. A., et al. (2012). Economic impact of childhood and adult attention-deficit/hyperactivity disorder in the United States. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry.
  • Faraone, S. V., et al. (2006). The age-dependent decline of attention deficit hyperactivity disorder: a meta-analysis of follow-up studies. Psychol Med.
  • Lenzi, F., et al. (2017). Pharmacotherapy of emotional dysregulation in adults with ADHD: A systematic review and meta-analysis. Neuroscience & Biobehavioral Reviews.
  • Polanczyk, G., et al. (2014). The worldwide prevalence of ADHD: a systematic review and metaregression analysis. Am J Psychiatry.
  • Simon, V., et al. (2009). Prevalence and correlates of adult attention-deficit hyperactivity disorder: meta-analysis. Br J Psychiatry.

Questo articolo è un riassunto elaborato basato sul lavoro scientifico pubblicato da Lenzi et al. (2017) nella rivista Neuroscience & Biobehavioral Reviews: Lenzi F, Cortese S, Harris J, Masi G. Pharmacotherapy of emotional dysregulation in adults with ADHD: A systematic review and meta-analysis. Neurosci Biobehav Rev. 2018 Jan;84:359-367. doi: 10.1016/j.neubiorev.2017.08.010. Epub 2017 Aug 26. PMID: 28837827.

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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