Determinati è realmente un libro molto interessante, sebbene meriti alcune considerazioni e critiche generali, a mio parere, per poter essere messo a fuoco adeguatamente.
“Determinati” inizia con delle premesse di questo tipo: “Un uomo preme il grilletto di una pistola e uccide un altro uomo. I muscoli del suo dito si sono contratti per compiere quel gesto, stimolati dall’impulso emesso da un gruppo di neuroni, a sua volta stimolati da altri neuroni che hanno subito a loro volta complessi stimoli precedenti, e così via a ritroso. Ma da dove ha realmente origine quel gesto? Come nascono le nostre decisioni? Cosa ci porta ad agire in un determinato modo?“
Il libro di Robert M. Sapolsky, “Determined: A Science of Life Without Free Will” (in italiano tradotto come “Determinati. Biologia, Comportamento e Libero Arbitrio”), è una vasta opera che mira a dimostrare l’inesistenza del libero arbitrio e della responsabilità morale, mettendo in discussione il nostro stesso agire nel Mondo.
Con queste premesse non ho potuto far altro che leggere subito Determinati. Biologia, comportamento e libero arbitrio, in quanto tratta un tema a me molto caro (appunto il libero arbitrio) e, inoltre, per via del fatto che ho letto ogni singolo libro e articolo dell’autore.
Robert Sapolsky è un biologo, neuroscienziato e autore statunitense noto per i suoi contributi alla comprensione dello stress e del comportamento umano. Nato il 6 aprile 1957, Sapolsky ha studiato biologia e antropologia all’Università di Harvard, dove ha conseguito la laurea nel 1978. Successivamente ha ottenuto un dottorato in neuroendocrinologia presso l’Università Rockefeller.
Dopo il dottorato, Sapolsky ha iniziato a insegnare presso la Stanford University, dove è attualmente professore di biologia, neurologia e neuroscienze. È anche ricercatore presso il National Museums of Kenya. Il suo lavoro sul campo in Africa, studiando le popolazioni di babbuini, ha fornito preziose intuizioni sulle dinamiche dello stress e del comportamento sociale.
Sapolsky è autore di numerosi libri divulgativi e scientifici. Tra i suoi lavori più noti ci sono “Why Zebras Don’t Get Ulcers“, in cui esplora le conseguenze fisiche e mentali dello stress cronico, e “Behave: The Biology of Humans at Our Best and Worst“, un’esplorazione approfondita dei meccanismi biologici che influenzano il comportamento umano. In “A Primate’s Memoir“, Sapolsky racconta le sue esperienze personali e professionali in Africa, combinando narrazione accattivante e approfondimenti scientifici.
Le sue ricerche e pubblicazioni hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la MacArthur Fellowship, spesso chiamata “Genius Grant”. Sapolsky è noto anche per la sua capacità di rendere accessibili temi complessi al grande pubblico, grazie a uno stile di scrittura chiaro e coinvolgente. Oltre ai libri, ha contribuito a varie riviste scientifiche e partecipato a numerosi documentari e conferenze, consolidando la sua reputazione come uno dei più influenti divulgatori scientifici nel campo delle neuroscienze.
“Determinati” di Robert Sapolsky, uscito per ROI Edizioni il 19 Giugno del 2024, mi ha subito interessato proprio perchè mira ad essere un’analisi approfondita e provocatoria della nozione di libero arbitrio, esaminata attraverso il prisma delle neuroscienze, della psicologia e della biologia. Sapolsky, con il suo tipico stile chiaro e accessibile, sostiene che le nostre azioni sono il risultato di una complessa catena causale che include genetica, esperienze infantili, e l’ambiente, escludendo così la possibilità di un libero arbitrio genuino.
“Determinati” affronta in modo dettagliato le ultime frazioni di secondo prima di un’azione, collegandole a fattori storici “personali” che modellano il cervello umano, come esperienze dell’infanzia, stress, trauma e influenze culturali ed evolutive. Sapolsky è critico nei confronti delle interpretazioni che attribuiscono al libero arbitrio un ruolo significativo, come quelle derivanti dagli esperimenti di Benjamin Libet, mostrando che anche questi studi non supportano realmente l’idea di un controllo cosciente delle azioni.
Nonostante la forza della sua argomentazione, e lo stile di scrittura molto piacevole ritengo che Sapolsky non sia riuscito a dimostrare in modo conclusivo l’inesistenza del libero arbitrio. Alcuni critici suggeriscono che, mentre il libro riesce a convincere che il libero arbitrio sia indubbiamente limitato e sopravvalutato, non è altrettanto efficace nel sostenere una negazione totale. La questione rimane, quindi, ancora aperta e dibattuta.
Sapolsky integra prove neuroscientifiche, psicologiche e sociologiche per sostenere che le nostre azioni sono interamente determinate da fattori biologici e ambientali. Tuttavia, come sottolineato dal recensore John Martin Fischer, l’approccio di Sapolsky presenta probabilmente alcune carenze filosofiche, tra cui la mancanza di una definizione chiara di libero arbitrio e determinismo.
Inoltre, Fischer critica (a mio parere in maniera ragionevole) l’idea che la comprensione scientifica dei comportamenti umani conduca inevitabilmente all’abolizione della responsabilità morale, sottolineando che alcune condizioni specifiche possono esonerare un individuo, ma non tutte le cause deterministiche.
La cosa interessante e, sinceramente, piuttosto convincente è che Sapolsky conclude che accettare la mancanza di libero arbitrio potrebbe renderebbe il mondo un posto più compassionevole e inclusivo, anche alla luce della sostanziale inutilità della diade colpa-pena sebbene questa visione susciti, da sempre, dibattiti e perplessità.
Sinceramente io consiglio assolutamente di leggere quest’opera di Robert M. Sapolsky che rappresenta sin da subito un “classico” sul tema del libero arbitrio; inoltre è stata scritta in maniera chiara e scorrevole, comprensibile anche ad un pubblico di non addetti ai lavori. Vi consiglio di acquistarla al miglior prezzo possibile su Amazon.it:
- Sapolsky, Robert M.(Autore)
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