Tre parole vorrei usare per descrivere “Il Suono della Rabbia” dell’amico Cristiano Godano: Filosofico, Poetico, Scientifico.
Se vi apprestate a leggere Il suono della rabbia, l’intensa raccolta di riflessioni di Cristiano Godano – leader dei Marlene Kuntz e una delle voci più autentiche del rock italiano – non trascurate introduzione e postfazione. Non sono semplici accessori del testo, ma due chiavi di lettura che chiariscono il senso profondo di questo viaggio. Leggetele con calma, centellinandole, perché valgono già da sole il prezzo del libro: sgombrano il campo da possibili equivoci e bias cognitivi, orientando il lettore nella complessità del pensiero di Godano.
Questo libro non è il classico romanzo di fantasia di un artista né un memoir che si nasconde dietro una falsa modestia per autocelebrarsi. Qui, Cristiano ci offre il frutto di un lungo periodo di riflessione non solo sulla musica, ma attraverso di essa: un esercizio critico e autocritico che lo rende una delle personalità più originali del panorama cantautorale italiano.
Interessante il suggerimento dell’autore: prima di ogni capitolo, scivolate fino alla fine del libro per leggere le Note ai testi. Sono indispensabili per contestualizzare, approfondire e arricchire la comprensione di ciò che andrete a leggere.

Con questo approccio, ci addentriamo in un viaggio tra riflessioni nate per riviste e quotidiani, ma sempre dense e profonde, a dimostrazione che l’artista è, prima di tutto, un animale sociale. Godano non separa mai il pubblico dal privato, l’online dalla vita reale, e tratta temi di grande attualità trasformandoli in simboli e riflessioni più ampie. Dall’inclusione degli stranieri al cambiamento climatico (e non a caso il loro album del 2022 si intitola Karma Clima), dall’Antropocene – affrontato con “innervosita indignazione” – fino al coraggio, anche quello controverso come nel caso del discorso di Fedez al Primo Maggio 2021. E ancora, le posizioni sui vaccini, l’ipocrisia legata a eventi come il concerto di Springsteen post alluvione a Ferrara, e persino l’amore, celebrato con il suo Nick Cave: “un incredibile artista (e invero credibile, tremendamente credibile).”
Il libro è anche un invito a scoprire o riscoprire i Marlene Kuntz attraverso dettagli sulla genesi delle loro opere e un’infinità di suggerimenti di lettura, visione e ascolto: da Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff a The Social Dilemma, fino a brani come Lazarus di David Bowie o You Want It Darker di Leonard Cohen.
In definitiva, Il suono della rabbia non è solo per i fan dei Marlene Kuntz, ma per chiunque voglia confrontarsi con il pensiero lucido e critico di un intellettuale a tutto tondo, capace di attraversare con autenticità il presente, guardando con coraggio al passato e al futuro.

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