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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Malattia di Alzheimer e Microbiota: pubblicato su Nature uno studio che conferma questo rapporto

13/02/2017 da Valerio Rosso 1 commento

Sempre maggiori evidenze suggeriscono che il tratto gastro-intestinale sia il ponte tra il microbiota ed il Sistema Nervoso Centrale (SNC): la Psicobiotica è una nuova disciplina che si occupa di studiare il sistema Microbiota-Intestino-SNC.

L’8 Febbraio 2017 è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature lo studio Reduction of Abeta amyloid pathology in APPPS1 transgenic mice in the absence of gut microbiota di T. Harach e coll. che porta dati molto convincenti sulla consistenza del rapporto tra il Microbiota Intestinale Umano e lo sviluppo della Malattia di Alzheimer, la più diffusa forma di demenza del mondo occidentale.

Sono ormai diversi anni che la Psicobiotica studia i rapporti tra il Microbiota Intestinale Umano ed il Cervello sia in relazione a patologie Psichiatriche che Neurologiche.

Mentre il legame tra le alterazioni del microbioma ed cervello sta iniziando ad emergere, l’impatto dei microbi gastro-intestinali sullo sviluppo della Malattia di Alzheimer, la più diffusa forma di Demenza in occidente, non è nota e non è stato ancora affrontato in maniera adeguata in un modello animale, così come in uno umano, nonostante le prove spesso aneddotiche indichino che sia probabile che la formazione di placche amiloidi in topi transgenici sia influenzata da alterazioni del microbiota.

In questo interessante articolo, che invito a leggere in forma estesa al link che ho fornito prima, viene suggerito che diverse composizioni del Microbiota nel topo transgenico possano influenzare lo sviluppo di β-amiloidosi cerebrale.

I ricercatori hanno scoperto che l’abbondanza di almeno due grandi ceppi batterici, Firmicutes e Bacteroidetes, nel microbiota fecale è stata significativamente alterata nei topi transgenici che sviluppano maggiori placche amiloidi: a livello genetico, Allobaculum e Akkermansia Muciniphila erano diminuite mentre risultavano aumentati i ceppi di Rikenellaceae e S24-7.

Bassi livelli di Akkermansia Muciniphila nel Microbiota coincidono con lo sviluppo di obesità e Diabete tipo 2 nel topo ed il ripristino con probiotici della Akkermansia Muciniphila nell’intestino risulta in una riduzione della massa grassa e in una diminuzione dell’infiammazione sistemica. D’altra parte il diabete di tipo 2 e l’infiammazione sono noti fattori di rischio per lo sviluppo di Malattia di Alzheimer.

Ovviamente, la traduzione clinica di questi risultati sperimentali suggerisce il potenziale per lo studio di una nuova area per il trattamento e la prevenzione della Malattia di Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative. I risultati di T. Harach e coll. supportano ulteriormente la visione emergente che alterazioni del Microbiota possano contribuire allo sviluppo di una vasta gamma di malattie neurologiche e neurodegenerative ben oltre la sindrome metabolica, il diabete e l’obesità.

Per chi desidera approfondire le attuali conoscenze sui rapporti tra microbioma, “secondo cervello” enterico ed i disturbi psichiatrici come ansia, depressione, schizofrenia ed autismo, consiglio di leggere “Psicobiotica: un nuovo modo di intendere il rapporto tra la mente ed il corpo“. Acquistatelo al miglior prezzo su Amazon.it:

 

Bibliografia:

  • Bhattacharjee, S. & Lukiw, W. J. Alzheimer’s disease and the microbiome. Front Cell Neurosci 7, 153, doi: 10.3389/fncel.2013.00153 (2013)
  • Nicholson, J. K. et al. Host-gut microbiota metabolic interactions. Science 336, 1262–1267, doi: 10.1126/science.1223813 (2012)
  • Collins, S. M., Surette, M. & Bercik, P. The interplay between the intestinal microbiota and the brain. Nat Rev Microbiol 10, 735–742, doi: 10.1038/nrmicro2876 (2012)
  • Everard, A. et al. Cross-talk between Akkermansia muciniphila and intestinal epithelium controls diet-induced obesity. Proc Natl Acad Sci USA 110, 9066–9071, doi: 10.1073/pnas.1219451110 (2013)
  • Reduction of Abeta amyloid pathology in APPPS1 transgenic mice in the absence of gut microbiota di T. Harach e coll.

 

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CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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  1. Malattia di Parkinson e Microbiota intestinale - Valerio Rosso ha detto:
    26/05/2017 alle 8:02 am

    […] genere di studi, incluso uno recente che correla alterazioni intestinali con la genesi della Malattia di Alzheimer pubblicato su Nature, focalizzano l’attenzione l’attenzione sul microbiota […]

    Rispondi

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