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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Quetiapina: Informazioni, Indicazioni ed Effetti Collaterali

03/04/2017 da Valerio Rosso 9 commenti

La Quetiapina è un antipsicotico atipico commercializzato dalla azienda AstraZeneca con il nome commerciale di Seroquel©.

Il brevetto di AstraZeneca per il Seroquel© a rilascio immediato è scaduto nell’anno 2012 ed il brevetto di AstraZeneca per Seroquel© a rilascio prolungato scadrà nel maggio 2017. Infatti da alcuni anni il farmaco è disponibile anche come farmaco equivalente in varie formulazioni.

Ho già scritto un piccolo mini-manuale con diverse informazioni sui principali antipsicotici in commercio.

In realtà la Quetiapina ha una tale diffusione sul mercato ed un così interessante spettro di indicazioni che vale la pena puntare ad ampliare la diffusione delle informazioni su questa molecola.

Inizio subito fornendovi le indicazioni “ufficiali” del farmaco: trattamento della schizofrenia, trattamento degli episodi maniacali da moderati a gravi associati al disturbo bipolare, trattamento degli episodi depressivi maggiori associati al disturbo bipolare, prevenzione di recidive nei pazienti con disturbo bipolare, nei pazienti in cui l’episodio maniacale o depressivo ha risposto al trattamento con quetiapina.

La quetiapina è una molecola derivata dibenzotiazepinico appartenente al gruppo dei cosiddetti antipsicotici “atipici” e la funzione antipsicotica si pensa sia mediata tramite attività antagonista sui recettori di dopamina e serotonina (recettori Dopamina D1 e Dopamina D2, sui recettori adrenergici alpha-1 e alpha-2, e sui sottotipi di recettori serotonina 5-HT1Ae 5-HT2).

Essendo un antipsicotico atipico è presente una maggiore affinità di legame con i recettori 5HT2a della serotonina rispetto ai recettori D2 della dopamina.

La Quetipina è assorbita bene dopo somministrazione orale, e raggiunge il picco dei livelli plasmatici entro 3 ore, con una emivita di 6-7 ore. Le concentrazioni di steady sono raggiunte in 2 giorni circa.

La Quetiapina viene inattivata a livello epatico dal sistema enzimatico P450, la quetiapina viene eliminata con le urine (73%), principalmente sotto forma di metaboliti inattivi e in minima parte con le feci. Negli anziani l’eliminazione del farmaco si riduce del 30-50%, mentre nei pazienti con insufficienza renale o epatica non risultano modificati i parametri farmacocinetici.

La Quetiapina è stata anche utilizzata dagli psichiatri, con modalità off-label, per il trattamento di pazienti con dipendenza da sostanze (in particolare alcool, cocaina e metamfetamina) e per minimizzare i sintomi da astinenza da oppioidi. Il suo uso in questo ambito, sebbene comprovato da alcuni studi e case reports, richiede ulteriori approfondimenti.

Una cosa importante da sottolineare è che l’utilizzo in soggetti affetti da Demenza di Alzheimer, e a maggior ragione in forme di demenza non chiare nella loro eziologia, sia risultato inefficace e addiritura controproducente (dati pubblicati sul British Medical Journal  nel 2005). In generale la quetiapina non ha le indicazioni ufficiali nel trattamento delle anomalie di comportamento nelle forme involutive dell’anziano, di conseguenza richiede la firma del modulo per l’utilizzo come farmaco off-label e non può essere rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale.

valerio-rosso

Quali sono le forme di Quetiapina in commercio? Si trovano le compresse da 25mg, da 100mg, da 200mg e da 300mg a rilascio pronto; inoltre si possono acquistare le compresse a Rilascio Prolungato da 50mg e da 300mg.

La posologia della Quetiapina varia da 50mg a 750mg nel trattamento della Schizofrenia e sino a 800mg per il trattamento di alcune fasi del Disturbo Bipolare. Per il trattamento degli episodi Depressivi in corso di Disturbo Bipolare la dose giornaliera raccomandata è di 300 mg. Ovviamente i dosaggi terapeutici andranno raggiunti gradualmente, nell’arco di alcuni giorni.

Si sottolinea che il cibo non modifica in modo significativo la biodisponibilità del farmaco.

valerio-rosso-psichiatra-chiavari

Nei trial clinici su pazienti affetti da Schizofrenia e Disturbo Bipolare, gli effetti collaterali più frequentemente associati all’utilizzo di Quetiapina sono stati sonnolenza e sedazione, seguiti da aumento del peso corporeo (+7% rispetto al peso iniziale: 11-17% dei pazienti) e da (5% dei pazienti circa) vertigini, stipsi, secchezza della bocca e tachicardia.

L‘ipotensione ortostatica (10% dei pazienti) più diversi altri effetti collaterali cardiovascolari sono presenti: tachicardia (tachicardia del seno, 7%), sincope (1% dei pazienti); (non comuni: 0,1-1%) prolungamento dell’intervallo QT; (rari: 0,01-0,1%) eventi trombotici.

Altri effetti collaterali: cefalea (19%), sintomi extrapiramidali (uso di anticolinergici per il trattamento degli EPS: 8,6% vs 12,6%, rispettivamente con quetiapina e placebo), rash maculopapulare (4%), leucopenia e neutropenia transitorie.

Per una review completa degli effetti collaterali ed indesiderati della Quetiapina si rimanda a questa pagina.

 

Bibliografia:

  • Seroquel.pdf (PDF)
  • CG. Bhuvaneswar, RJ. Baldessarini; VL. Harsh; JE. Alpert, Adverse endocrine and metabolic effects of psychotropic drugs: selective clinical review., in CNS Drugs, vol. 23, nº 12, dicembre 2009, pp. 1003-21
  • JW. Newcomer, Metabolic considerations in the use of antipsychotic medications: a review of recent evidence., in J Clin Psychiatry, 68 Suppl 1, 2007, pp. 20-7
  • DJ. Hawkins, P. Unwin, Paradoxical and severe hypotension in response to adrenaline infusions in massive quetiapine overdose., in Crit Care Resusc, vol. 10, nº 4, dicembre 2008, pp. 320-2
  • SN. Ghaemi, JY. Ko, Quetiapine-related tardive dyskinesia., in Am J Psychiatry, vol. 158, nº 10, ottobre 2001, p. 1737
  • J. Webb, Co-occurring akathisia and restless legs syndrome likely induced by quetiapine., in J Neuropsychiatry Clin Neurosci, vol. 24, nº 2, 2012, pp. E46-7
  • SP. Sattar, SC. Bhatia; F. Petty, Potential benefits of quetiapine in the treatment of substance dependence disorders., in J Psychiatry Neurosci, vol. 29, nº 6, novembre 2004, pp. 452-7
  • Clive Ballard, Marisa Margallo-Lana, Edmund Juszczak, Simon Douglas, Alan Swann, Alan Thomas, John O’Brien, Anna Everratt, Stuart Sadler, Clare Maddison, Lesley Lee, Carol Bannister, Ruth Elvish, Robin Jacoby, Quetiapine and rivastigmine and cognitive decline in Alzheimer’s disease: randomised double blind placebo controlled trial, in BMJ, 2005;330:874

 

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CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria Grazia dice

    10/04/2017 alle 6:25 am

    Buongiorno,
    non so se già l’hai fatto nei tuoi precedenti articoli ma sarei interessata a sapere in quale caso sceglieresti quetiapina e in quale clorpromazina.

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      10/04/2017 alle 6:56 am

      Tendenzialmente mi attengo alle indicazioni ufficiali che, nel caso della quetiapina, sono limitate a schizofrenia e ad alcune fasi del disturbo bipolare. La clorpromazina ha indicazioni più estese… per la questione dell’utilizzo off label il discorso è complesso, dovrei fare un post a parte! ✌️?

      Rispondi
  2. Cesare dice

    11/03/2018 alle 10:48 am

    Buongiorno dottore,
    Vorrei sapere a quale meccanismo farmacologico si può far derivare la coorte di effetti “collaterali” della Quetiapina. Collaterali per me, in quanto ogni soggetto recepisce l’azione di un farmaco a partire dalla sua soggettività e unità somatopsichica. Non vorrei parlare quindi di “bugiardino”. Mi spiego.
    Da quando assumo i 50 mg/die di Quetiapina tutto mi appare rallentato, io sono rallentato. I pensieri meno fluidi, paiono quasi dietro le quinte. La coscienza è “sopita”, mentre a volte l’ansia aumenta comunque. I primi tempi una grande stizza nel percepire l’intestino come bloccato, non solo per la stipsi, ma come “fermo”, apatico pure lui.. Ho sospeso la palestra perché sono sempre stanco, svogliato. L’appetito è poco gestibile, a volte sento grande bisogno di zuccheri, ma basta assumerne pochi e già mi sento saturo. Poi però la fame torna repentina. Una fame nervosa ma anche reale. Mi ricorda quella che mi dava il cortisone senza, grazie a Dio, la ritenzione. Ne parlerò anche con il mio psichiatra ma vorrei avere qualche informazione tecnica di che succede a livello biochimico per giustificare questi piccoli-grandi sintomi. La qualità di vita non ne risente positivamente. La spinta a fare, a ideare, a progettare è come frenata, abbassata. Se non facessi anche bioenergetica andrei verso lo “spegnimento”, oppure verso una forma di rabbia che nel mio caso spesso è autoriversa. Spero di aver dato un quadro abbastanza vicino a quello che nel mio mondo ha portato Quetiapina, ammettendo comunque che era necessaria. Se possibile, genericamente, vorrei sapere se esistono farmaci antipsicotici più attivanti o, se si potesse aggiungere altro. La mia terapia consta di questo:
    Brintellix 10 mg la sera e 5 il mattino. Tegretol rm 200mg la sera e 100 il mattino. Quetiapina rm 50 mg la sera. Rivotril al bisogno 5-15 gocce/die. Grazie mille!

    Rispondi
  3. Cesare dice

    02/08/2018 alle 2:43 pm

    Buongiorno dottore, dal punto di vista puramente farmacologico, a prescindere dal colloquio clinico di primaria importanza, le volevo chiedere se in teoria può essere ragionevole sostituire la carbamazepina con il topiramato. Attualmente i farmaci assunti sono:
    Quetiapina 50 mg rp. la sera
    Tegretol 200mg rp la sera
    Tegretol 100mg rp la mattina
    Brintellix 10 mg la sera
    Brintellix 5mg la mattina
    Rivotril gocce 5 gocce 3 volte al di.
    In via teorica sarebbe possibile mettere topamax al posto del tegretol? Interazioni, interferenze biochimiche, ecc.
    Grazie mille!
    C.

    Rispondi
  4. Alessandro dice

    29/04/2019 alle 8:57 am

    Buongiorno, ho mio padre (84 anni) malato di alzaimer ormai in forma aggravata da 7 anni circa (Non riconosce, aggressività, risvegli notturni multipli, difficoltà a mangiare ecc) ed è curato col piano terapeutico dal Donepezil e dalla quetiapina (attualmente 100mg mattina, pomeriggio e sera quando riesce a prenderle e a non sputarle) ma i risultati non sono soddisfacenti (effetti che durano al massimo una mezz’ora con sonnolenza e debolezza a cambiare e poi ricomincia il comportamento aggressivo con urla e spintoni). Le chiede se esiste un farmaco “calnante” più efficace e appropriato della quetiapina o se di quest’ultima esiste una versione in gocce di più facile somministrazione (attualmente viene somministrata schiacciando il farmaco ad effetto immediato e aggiunto al latte per non farlo espellere dal malato) e se sia ancora efficace, a questo punto della malattia, la somministrazione del donepezil.
    Grato per la Sua attenzione, attendo con vivo interesse una Sua consulenza
    Alessandro Valletta

    Rispondi
  5. Antonio chieppa dice

    20/10/2019 alle 3:31 pm

    A me la psichiatra ha rilasciato quetiapina da 50 rp ma io ne sto prendendo solo la metà spezzandola …inoltre prendo sertralina e xanax …sono due giorni che la prendo metà pastiglia …va bene o no grazie

    Rispondi
  6. bolognesi cesaruna dice

    10/11/2019 alle 12:22 pm

    buon giorno dottore,vorrei fale qualche domanda,per prendere questo medicinale bisogna fare controllo un controllo cioè un elettrocardiogramma.perchè mi risulta che bisogna farlo.grazie spero mi risponda presto.cesarina

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      10/11/2019 alle 9:57 pm

      Si, ECG ed esami ematochimici. Il medico che lo prescrive spiegherà tutto….

      Rispondi
  7. SILVIA dice

    30/09/2022 alle 2:00 pm

    Buon giorno Dott. Rosso,
    ho assunto quietapina 25mg per 4 anni. Ora in accordo con la mia psichiatra, l’ho sospesa.
    E’ ipotizzabile tornare al mio peso corporeo di partenza?
    Se si, dopo quanto tempo dalla sospensione dovrei vedere un calo di peso?
    Premetto che seguo un’alimentazione controllata ed attività fisica intensa 4 volte alla settimana.
    Grazie.

    Rispondi

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