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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Sei depresso o sei semplicemente triste?

05/12/2018 da Valerio Rosso Lascia un commento

Ti sforzi ogni mattina per riuscire ad alzarti dal letto? Il solo pensiero di vestirti è estenuante? Non hai più voglia di fare sesso? È sempre meno divertente passare del tempo con amici e familiari? Ti sembra impossibile riuscire ad affrontare la tua giornata? Ti ritrovi a mangiare molto di più o molto meno del solito?

Molte persone pensano che essere depressi significhi semplicemente sentirsi veramente, ma veramente tristi. Questo pensiero è solo un luogo comune che alimenta la confusione tra cosa sia la tristezza e cosa sia la depressione. Infatti piangere tutto il giorno non è sufficiente per essere depresso. Ricordate che le parole “Tristezza” e “Depressione” non sono sinonimi. Tutti i comportamenti che hai letto all’inizio, e molti altri ancora, che influenzano il modo in cui vivete, pensate, sentite, vi comportate e vi esprimete, possono essere segni sia di depressione che di tristezza. Qual’è dunque il punto?

 

Come fai a sapere se sei depresso o se sei triste?

Di sicuro la depressione è una delle malattie più comuni del mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo il noto DSM-5, il manuale che guida le diagnosi degli psichiatri, la depressione ha delle caratteristiche cliniche molto precise che devono perdurare per la maggior parte della giornata, ogni giorno, per almeno due settimane:

  • Una persistente sensazione di tristezza o vuoto, o una perdita di interesse per le attività che si erano abituate a godere, come il lavoro, gli hobby, il vedere gli amici, ma anche il cibo ed il sesso.
  • Cambiamenti significativi nell’appetito: perdita o aumento di peso non necessariamente correlato alla dieta
  • Problemi di sonno (insonnia) o dormire troppo (ipersonnia)
  • Aumento dell’irrequietezza (chiamata anche agitazione psicomotoria) o, al contrario, una motricità più inibita (chiamata anche rallentamento psicomotorio)
  • Affaticamento, stanchezza o perdita di energia, che rendono difficili anche le attività più semplici, come vestirsi o lavarsi
  • Sentirsi inutili o sperimentare senso di colpa, come ad esempio rimuginare costantemente sugli errori del passato
  • Difficoltà a pensare lucidamente, concentrarsi o prendere decisioni
  • Pensieri ricorrenti di morte o suicidio (con o senza un piano specifico per attuarlo) oppure tentativo di suicidio

Ovviamente la presenza di alcune di queste condizioni del nostro animo o della nostra psiche in maniera spaiata non significa necessariamente che un individuo debba essere diagnosticato come depresso. Ci sono almeno due considerazioni di base da fare.

In primis la depressione “vera” emerge solitamente in un contesto di esistenza che non giustifica, non rende comprensibile, la presenza dei vari sintomi, non solo della tristezza ma di tutti quelli precedentemente segnalati; se una persona ha una storia che rende ragione di una profonda tristezza, di bassa energia o motivazione tale sintomo, o gruppo di sintomi, diventa comprensibile e addirittura “normale”, e non potrebbe non fornire un dato clinico di rilievo.

Inoltre la depressione “vera” mostra un quadro psicopatologico che genera un disagio clinicamente significativo che tenderà a compromettere fortemente il funzionamento generale della persona nelle varie aree (lavoro, relazione con gli altri, etc.); se vi sono sintomi che, in apparenza, possono configurare un quadro clinico di rilievo ma la persona continua a mostrare un funzionamento generale adeguato vale la pena pensare con attenzione alla reale presenza di una vera depressione.

Infine vale la pena ricordare che, allo stato attuale, vi sono alternative alla diagnosi di depressione, secondo il DSM-5, come ad esempio il disturbo depressivo persistente (un tempo chiamato distimia) che hanno quadri clinici attenuati e trattamenti diversi.

 

È possibile essere depressi senza avere una malattia psichiatrica?

È effettivamente possibile sentirsi realmente depressi e non avere alcun disturbo dell’umore. Questo accade quando i sintomi di depressione vengono provocati da altre condizioni mediche, non psichiatriche, tra cui anemia, problemi alla tiroide, malattia di Lyme, morbo di Parkinson, cancro del pancreas, utilizzo di alcune sostanze di abuso (cocaina, ketamina, amfetamine ed altro) e, in particolar modo, utilizzo di bevande alcoliche (non necessariamente un vero e proprio alcolismo!). Ci sono anche altre patologie mediche che, ad alcuni livelli di gravità, possono generare quadri depressivi veri e propri, per questa ragione un medico o uno psichiatra scrupoloso indagherà sempre a fondo tutta la condizione di salute e malattia di un dato paziente.

A rendere le cose ancora più complesse, sono tutte quelle situazioni nelle quali alcuni trattamenti farmacologici possono generare la depressione.

Ci sono molte evidenze scientifiche che segnalano chiaramente come molti farmaci usati in altre specialità mediche possano generare effetti collaterali che imitano la depressione, inclusi sintomi gravi come i pensieri di suicidio. Tra questi farmaci abbiamo: contraccettivi orali, interferone, alcuni antineoplastici, alcuni trattamenti per l’ipertensione, il colesterolo alto (statine), la digitale, alcuni antibiotici e antiretrovirali, farmaci per il reflusso acido e alcuni farmaci per l’acne severa (isotretinoina). Ovviamente non è la regola che questo genere di farmaci possano generare sintomi depressivi, ma la possibilità è assolutamente presente.

I pazienti e gli operatori sanitari devono essere consapevoli del rischio di depressione associato a molti tipi di farmaci comunemente prescritti, molti dei quali sono disponibili anche in libera vendita.

Volete approfondire il tema della depressione? Il Prof. Alberto Siracusano nel suo libro “Risalire in superficie. Conoscere ed affrontare la depressione” analizza questa patologia molto diffusa, parlando delle sue origini, dei meccanismi che la sostengono, delle caratteristiche e indicando i possibili e più efficaci trattamenti, non solo farmacologici. Acquistatelo al miglior prezzo su Amazon.it:

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CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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