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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Musica e Psichiatria

09/12/2019 da Valerio Rosso Lascia un commento

Musica e Psichiatria: sembra essere molto evidente il rapporto tra produzione artistica, rock, pop ed eccessi connessi a vere e proprie malattie mentali (1).

Inoltre, negli ultimi anni, si è assistito ad una vera e propria epidemia di suicidio tra i massimi rappresentanti della scena musicale pop, rock ed elettronica:

  • Chris Cornell dei Soundgarden
  • Chester Bennington dei Linkin Park
  • Avicii
  • Keith Flint dei Prodigy
  • Sulli la cantante K-Pop

Oppure di morti connesse all’abuso di sostanze e di oppioidi:

  • Prince
  • George Michael
  • Michael Jackson

Qui stiamo parlando di artisti molto noti ed importanti che hanno fatto parlare di loro per via della loro morte, in qualche modo connessa a problematiche di salute mentale.

In linea con queste rilevazioni aneddotiche, un recente sondaggio tra 2.211 musicisti professionisti britannici ha rivelato che i musicisti hanno fino a tre volte più probabilità di avere problemi depressivi o bipolari rispetto agli individui della popolazione generale (2).

È stato anche dimostrato che i parenti di pazienti psichiatrici non affetti da disturbo bipolare o schizofrenia hanno comunque più elevati livelli di creatività (3).

D’altra parte, ci sono molti studi ed evidenze che riportano relazioni positive tra attività musicale (cantare o suonare uno strumento) e benessere mentale, suggerendo in questo modo il contrario, ovvero che l‘attività musicale potrebbe proteggere dai problemi psichiatrici.

Sebbene gli studi epidemiologici che indagano l’associazione tra musica e psichiatria siano rari, quei pochi esistenti tenderebbero tutti a suggerire un effetto positivo della musica.

Quindi? Qual è la verità?

La Musica Professionale e il problema della Notorietà

Quando si studiano gli effetti protettivi oppure nocivi di una dato comportamento o abitudine, come ad esempio il suonare, il dipingere o il fare sport, la discriminante è sempre il modo in cui queste attività vengono svolte.

Sembra molto evidente che il vero problema sia lo svolgimento di queste attività a livello professionale.

È proprio quello a generare problemi e disagi.

Nella musica come nello sport, tanto per intenderci.

Se fare moderata attività fisica, senza la ricerca del limite o della prestazione è senz’altro positivo, quando si entra in ambito agonistico le cose cambiano e si mettono in atto comportamenti estremi, rigidi e nocivi.

Allo stesso modo nella musica, un conto e dedicarsi allo studio del pianoforte in un ambiente rilassato e che non richiede alcuna prestazione di eccellenza da noi, altra cosa è essere un musicista concertista.

O, ancora peggio, essere una rockstar o una popstar, dove la nostra prestazione non è solo estremizzata ma tutto si complica con il problema di gestire la notorietà, un immagine che deve essere studiata in ogni particolare e la difficile gestione di una personalità fasulla ed istrionica da proporre ai fans e ai media.

Quindi abbiamo attività musicali molto diverse che si pongono agli estremi opposti rispetto al loro essere più o meno positivi per la salute mentale di un soggetto.

Inoltre negli ultimi anni si ha il grosso problema della notorietà gestita a livello dei social media, dove il reale danno è quello di dover vivere 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 una vita che non è la nostra, recitando una parte.

Questo è estremamente dannoso, dissociante e derealizzante, anche se molto spesso gli artisti ci mettono molto tempo ad accorgersene.

La Musica che fa bene alla nostra Mente

Abbiamo molti esempi di attività musicali che fanno bene alla nostra mente.

Ad esempio, è stato valutato che cantare o suonare uno strumento ha un’influenza positiva su vari risultati soggettivi di salute, tra cui l’ansia e la depressione (6).

Cantare in un coro è correlato ad una migliore qualità di vita autovalutata e alla soddisfazione per la salute (7), e suonare uno strumento, e cantare o suonare in teatro, tendono ad essere associati ad un aumento della salute generale autovalutata nelle donne, ma la mortalità per tutte le cause è diminuita negli uomini e non viceversa (8).

È stato dimostrato che ore di pratica musicale sono associate ad una minore alessitimia, ovvero una disfunzione nella consapevolezza emotiva, nell’attaccamento sociale e nella relazione interpersonale (9).

Infine, in 50.797 maschi norvegesi, ma non nelle femmine, si è riscontrato che la partecipazione attiva alla musica, al canto o al teatro comportava sintomi depressivi significativamente più bassi, in caso di alterazioni timiche.

È importante notare che le misure dei risultati sanitari in questi studi sono autovalutazioni retrospettive.

Pertanto, i risultati potrebbero riflettere in parte le caratteristiche di base dei soggetti.

Bibliografia:

  1. Lauronen, E. et al. Links between creativity and mental disorder. Psychiatry 67, 81–98 (2004)
  2. Gross, S. A. & Musgrave, G. Can Music Make You Sick? Music and Depression. Part I: Pilot Survey Report, https://www.helpmusicians. org.uk/assets/publications/files/1st_nov_can_music_make_you_sick_part_1-_pilot_survey_report_.pdf (2016).
  3. Kyaga, S. et al. Creativity and mental disorder: family study of 300,000 people with severe mental disorder. Br J Psychiatry 199,373–379, https://doi.org/10.1192/bjp.bp.110.085316 (2011).
  4. Lokken, B. Are playing instruments, singing or creating theatre good for health? Associations with self-related health and all-causemortality in the HUNT3 Study (2006–08), Norway. Eur J Public Health 27 (2017).
  5. Kyaga, S. et al. Mental illness, suicide and creativity: 40-year prospective total population study. J Psychiatr Res 47, 83–90, https://doi.org/10.1016/j.jpsychires.2012.09.010 (2013).
  6. Ekholm, O., Juel, K. & Bonde, L. O. Associations between daily musicking and health: Results from a nationwide survey in Denmark.Scand J Public Healt 44, 726–732, https://doi.org/10.1177/1403494816664252 (2016)
  7. Johnson, J. K., Louhivuori, J. & Siljander, E. Comparison of well-being of older adult choir singers and the general population inFinland: A case-control study. Music Sci 21, 178–194, https://doi.org/10.1177/1029864916644486 (2017)
  8. Lokken, B. Are playing instruments, singing or creating theatre good for health? Associations with self-related health and all-causemortality in the HUNT3 Study (2006–08), Norway. Eur J Public Health 27 (2017)
  9. Theorell, T., Lennartsson, A. K., Mosing, M. A. & Ullen, F. Musical activity and emotional competence – a twin study. Front Psychol5, 774, https://doi.org/10.3389/fpsyg.2014.00774 (2014)
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CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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