• Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Chi sono?
  • Archivio
  • Disclaimer
  • Politica dei cookie (UE)

Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Perché nessuno usa piú la parola “Tristezza” ma tutti usano la parola “Depressione”?

21/05/2018 da Valerio Rosso 2 commenti

Lo avete notato anche voi? Da ormai diversi anni la parola “depressione” ha completamente sostituito la parola “tristezza” nel linguaggio comune. Questa curiosa sostituzione terminologica riguarda ogni età ed ogni classe sociale nel momento in cui un individuo deve descrivere una condizione del proprio animo che sia riconducibile ad una reazione negativa rispetto ad un evento spiacevole.

Ho già affrontato in un altro articolo la differenza che c’è tra tristezza e depressione, ma in questo caso vorrei parlare con voi del perchè, in molti casi, sia molto piú facile ed interessante descriversi come persone depresse piuttosto che persone tristi.

Il primo punto di rilievo, sul piano del significato dei due termini, è che la parola “tristezza” si riferisce ad uno stato d’animo mentre la parola “depressione” indica una patologia psichiatrica, ovvero una malattia. A questo punto la domanda potrebbe essere: perché le persone tendono a negare l’esistenza di uno stato d’animo tramutandolo in una malattia?

Oltre all’ovvia volontà di utilizzare un espressione iperbolica per dare maggior forza e drammaticità, captando così maggiormente l’attenzione dell’interlocutore (come vi spiego in questo articolo), c’è di sicuro qualche cos’altro al di sotto…

La nostra Società, sempre di più, ci sta allontanando dalla possibilità di farci carico autonomamente e responsabilmente della nostra vita. In questa maniera saremo sempre costretti a risolvere le nostre difficoltà in termini di consulenza tecnica e di aiuto specialistico.

Sto parlando di un più o meno esplicito tentativo di attribuire ad altri o ad “altro” le cause le ragioni e le conseguenze delle nostre scelte. Una malattia, da un punto di vista fatalistico e magico, è qualche cosa che subiamo e per la quale non siamo responsabili.

In qualche maniera ci stiamo sempre più allontanando dalla possibilità di essere adulti, nel senso di autonomi ed identificati, per ricadere in una sorta di dipendenza da figure d’aiuto verso le quali tendiamo ad avere condotte di abuso e di dipendenza.

…Sono depresso? Allora ho bisogno di un farmaco, di uno psichiatra, di una psicoterapia, di uno psicologo…

Ed ecco che questi presidi di aiuto, indispensabili quando presenti condizioni di vera patologia, possono trasformarsi in interventi inappropriati, che minacciano il nostro libero arbitrio, la nostra possibilità di guidare la nostra vita e l’opportunità di crescere.

Oltre a non avere alcuna indicazione ed utilità ogni qual volta si parla di “tristezza” ovvero di una condizione umana non sanitaria, presente sin dall’inizio dei tempi.

Ci tengo a ribadire il fatto che un intervento di cura possa essere inappropriato sia che si parli di assumere un farmaco, sia che ci si riferisca  all’esposizione ad una psicoterapia poichè, dal mio punto di vista, non ci sono tutte queste differenze: sia un farmaco che una terapia possono essere allo stesso modo inutili o dannose.

Infine lasciatemi dire che confondere “tristezza” e “depressione”, ovvero il medicalizzare e lo psicologizzare ogni ambito di difficoltà della nostra vita, potrebbe avere come conseguenza una netta compromissione della nostra evoluzione come esseri umani e provocare un danno alla nostra resilienza.

Perché, quindi, nessuno usa piú la parola “Tristezza” ma tutti usano la parola “Depressione”?Perché è più comodo, perché ci porta a delegare ad altri la ricerca della nostra felicità, perché ci scarica dalle nostre responsabilità rispetto al nostro benessere mentale e perché ci inserisce in un mercato dell’aiuto specialistico (inappropriato ogni qual volta che non ci sono condizioni sanitarie autentiche) dove, in estrema sintesi, possiamo immaginare di comprare la nostra opportunità di essere felici invece di farcene carico come esseri senzienti in grado di sviluppare delle strategie autonome.

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

The following two tabs change content below.
  • Bio
  • Ultimi Post
Il Mio Profilo TwitterIl mio profilo FacebookIl mio profilo Google+Il mio profilo LinkedInIl mio profilo InstagramIl mio canale YouTube

Valerio Rosso

CEO a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
Il Mio Profilo TwitterIl mio profilo FacebookIl mio profilo Google+Il mio profilo LinkedInIl mio profilo InstagramIl mio canale YouTube

Ultimi post di Valerio Rosso (vedi tutti)

  • Centanafadine: Nuovo Farmaco per l’ADHD? - 09/02/2026
  • LIFESTYLE MEDICINE, il Nuovo Libro di Valerio Rosso - 13/12/2025
  • Rumore e cervello: come mi isolo dai suoni e quali cuffie uso | MISOFONIA - 13/12/2025

Condividi questo articolo:

  • Share on Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Share on X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Share on LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Share on Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
  • Share on WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Share on Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Email a link to a friend (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Correlati

Archiviato in:Psichiatria Contrassegnato con: benessere pischico, depressione, linguaggio, tristezza

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Fabio dice

    21/05/2018 alle 1:55 pm

    Leggo sempre i suoi articoli con interesse e questo non fa eccezione .In seguito ad una forma violentissima di mononucleosi all età di 24 anni ho sviluppato sindrome da fatica cronica e negli ultimi anni una ipersonnia crescente fino alla diagnosi nel 2016 di ipersonnia idiopatica . Andavo in palestra tre volte la settimana e avevo due lavori . Ora a fatica lavoro da casa e non riesco nemmeno ad uscire per una cena al ristorante . Vado a letto alle nove di sera e l attività fisica peggiora i sintomi . Eppure non mi definisco depresso , anche se la tristezza purtroppo fa parte dei momenti in non riesco a fare nemmeno le cose “normali” per gli altri . Grazie per i suoi articoli che spingono ad interrogarci su noi stessi e sul significato della vita . Una frase che mi è piaciuta e “le cose belle insegnano ad amare la vita , quelle brutte a saperla vivere .” .

    Rispondi
    • Valerio Rosso dice

      21/05/2018 alle 1:57 pm

      Grazie a te! La tua testimonianza è splendida! Un abbraccio…

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Barra laterale primaria

  • Instagram
  • Spotify
  • YouTube
  • Facebook
  • TikTok
  • X

LO PSICONAUTA SU SPOTIFY

Gli articoli più Letti:

  • Il Test DIVA 2.0 per la diagnosi dell'ADHD nell'adulto
    Il Test DIVA 2.0 per la diagnosi dell'ADHD nell'adulto
  • LIFESTYLE MEDICINE, il Nuovo Libro di Valerio Rosso
    LIFESTYLE MEDICINE, il Nuovo Libro di Valerio Rosso
  • Come fare a capire se uno Psichiatra è bravo?
    Come fare a capire se uno Psichiatra è bravo?
  • Tutti i Personaggi Famosi e Storici affetti da Disturbo Bipolare
    Tutti i Personaggi Famosi e Storici affetti da Disturbo Bipolare
  • Litio a rilascio prolungato in Italia per il Disturbo Bipolare
    Litio a rilascio prolungato in Italia per il Disturbo Bipolare
  • Brexpiprazolo: Informazioni sul nuovo antipsicotico atipico
    Brexpiprazolo: Informazioni sul nuovo antipsicotico atipico
  • ADHD, ecco il Nuovo Libro del Dott. Valerio Rosso
    ADHD, ecco il Nuovo Libro del Dott. Valerio Rosso
  • Patente di Guida e Malattie Psichiatriche
    Patente di Guida e Malattie Psichiatriche

INFORMAZIONI LEGALI SUL BLOG

Informativa Privacy, GDPR, Cookies, Affiliazioni, Google Adsense e Disclaimer Generale del Blog.

Copyright © 2024 ValerioRosso.com
Made with ♥ in Italy
Creative Commons License
Lifeology.it
Il canale YouTube del Dr. Rosso:
ISCRIVITI
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.