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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Il Governo italiano ha capito quanto sono importanti i Big Data in Medicina e Sanità Pubblica?

16/06/2019 da Valerio Rosso 2 commenti

I big data ed il loro utilizzo cambieranno la medicina. La loro gestione ed utilizzo potrebbero rivoluzionare la clinica e la ricerca.

Nonostante moltissime evidenze ci stiano dicendo che imparare a gestire i dati che ogni paziente produce ma anche quelli che producono i professionisti della salute, potrebbe rivoluzionare per sempre la medicina e la sanità pubblica, ho la netta sensazione che nessuno ci stia ancora credendo veramente. #politica#sanità#digitale

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Di seguito ritrovate la trascrizione del video su Coscienza dell’Io in Psichiatria

La trascrizione è stata effettuata tramite il servizio di Google, ed è stata riveduta solo parzialmente, per cui non sarà scevra da errori ed inesattezze.

La gestione dei dati in sanità pubblica sono una priorità per il Governo italiano?

“Tutti parlano dell’importanza dei dati in medicina e sanità ma ogni tanto ho paura che non tutti sappiano a cosa ci si sta riferendo. Forse non tutti ne capiscono davvero la potenzialità rivoluzionaria.

In particolar modo i politici che dovrebbero dare delle priorità agli investimenti in sanità pubblica.

La gestione delle grandi moli di dati che ogni persona nel mondo genera ha rivoluzionato il mondo dell’industria e ha fatto la fortuna di aziende come google, facebook, amazon, ibm e molte altre. È evidente che la gestione dei Big Data tramite la tecnologia informatica rappresenta la più potente forma di comprensione della complessità della nostra società, e permette anche per fortuna e purtroppo di controllarla.

Gestire i dati delle persone significa un potere enorme, un rischio incredibile ma anche un’opportunità senza precedenti. Ma cerchiamo di restare nell’ambito strettamente sanitario. Nonostante moltissime evidenze ci stiano dicendo che imparare a gestire i dati che ogni paziente produce ma anche quelli che producono i professionisti della salute, potrebbe rivoluzionare per sempre la medicina e la sanità pubblica, ho la netta sensazione che nessuno ci stia ancora credendo veramente.

Vi voglio suggerire alcune veloci riflessioni. In italia stiamo parlando da tempo di fascicolo sanitario elettronico, peraltro pessima espressione a mio parere, ovvero dell’organizzazione digitale e strutturata di tutta la storia clinica di un cittadino italiano per usarla al fine di ottimizzare la condivisione dei dati clinici con il fine di migliorare diagnosi e terapia. Ma vi rendete conto che stiamo parlando di una cosa immensa? E di un’importanza cruciale per tutto il sistema sanitario?

Organizzare i dati sanitari dei cittadini avrebbe ripercussioni enormi sul sistema di gestione della salute con incredibili risvolti in ambito di ricerca e sviluppo in medicina. Oggi non è sufficiente completare correttamente la dematerializzazione di tutte le informazioni che si generano nell’organizzazione sanitaria e nella PA, con architetture e reti digitali. Dematerializzare e basta è poco utile, soprattutto sfrutti le potenzialità dei sistemi informatici ad un 10%.

Occorre, soprattutto, poter sfruttare, per i servizi, per la governance e per la ricerca, le enormi potenzialità derivanti dall’utilizzo della massa di dati digitali già disponibile. Ad esempio si potrebbero azzerare i danni derivanti dalle difficoltà del passaggio delle consegne tra medici e dalla condivisione dei dati clinici tra specialisti che, secondo l’OMS, rappresentano la principale fonte di errori medici. Non so se avete capito bene, condividere i dati in maniera strutturata potrebbe salvare vite, ok?

Inoltre avere tutti i dati sanitari dei cittadini organizzati e studiabili aprirebbe la possibilità a nuove modalità di ricerca accelerate e più psofonde, in particolar modo se si farà uso di algoritmi di intelligenza artificiale. Incredibili scenari si aprono, ovvero un accelerazione senza precedenti della ricerca medica con possibilità di testare velocemente l’effettiva efficacia dei farmaci nuovi e vecchi, attuare ricerche retrospettiche, arruolare campioni enormi e andare a validare ipotesi in tempi molto ristretti che con i metodi classici ravrebbero richiesto anni. Anche in questo caso si tratterebbe di salvare vite umane, persone vere come me e te che potrebbero vivere o morire grazie allo sviluppo o meno della gestione dei big data in medicina.

Adesso io vi ho parlato velocemente di questa tematica ma ho fatto altri video su questo canale che vi invito ad andare a vedere, anche perchè non è tutto rose e fiori, ci sono diverse problematiche etiche da risolvere non secondarie.

La mia domanda è ma il governo, perennemente in campagna elettorale, ha come priorità la gestione dei big data in sanità pubblica? C’è qualcuno tra gli “esperti” che decide le politiche di governo che in questo momento sta pensando seriamente e sta studiando l’argomento? I vertici della sanità pubblica stanno prendendo con la massima serietà la tematica della salute digitale con la consapevolezza che questa assunzione di responsabilità salverà delle vite e delle esistenze?

La classe medica si sta formando per contribuire a questo processo o, per l’ennesima volta, vuole assistere a scelte cadute dall’alto per poi lamentarsi, senza mai assumersi la resposnsabilità del nostro lavoro? Mi farebbe piacere sentire i vostri commenti….. La gestione dei Big Data in medicina e sanità pubblica potrebbe far fare un incredibile salto in avanti alla medicina, alla gestione della sanità pubblica, alla ricerca e alla gestione degli sprechi, un problema enorme…. C’è qualcuno che se ne sta occupando con serietà e competenza?

Una politica sanitaria seria, a mio parere, dovrebbe avere questo tema tra le priorità più importanti”.

Vi interessano la Psichiatria e le Neuroscienze? Bene, allora iscrivetevi al mio canale YouTube e seguitemi sul web tramite il mio blog https://blanchedalmond-ibis-658066.hostingersite.com

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Archiviato in:Psichiatria Digitale, Ricerca e Innovazione, Sanità Pubblica Contrassegnato con: big data, medicina

Interazioni del lettore

Commenti

  1. giuseppe dice

    16/06/2019 alle 7:39 am

    Salve dott sono Peppe sono iscritto e la seguo sempre… E molto interessante la tematica in questione e a mio parere nel smettere sanità come in altri del resto mi sa che siamo parecchio indietro… Certo sarebbe una rivoluzione importante gestire i dati sanitari in formato digitale ed avere uno storico tipo curricula delle patologie e terapie pregresse sarebbe innovativo utile e all avanguardia. Purtroppo secondo me ne riparleremo tra venti o trenta anni per essere fattibile poiché nel presente la vedo come utopia: mi riferisco alla mancata organizzazione del settore alla eccessiva burocrazia presente nel paese per non parlare di quei medici
    grandi professionisti che non detengono neanche il pos e si fanno pagare contanti e che secondo il mio parere sono incompetenti litigati con la digitalizzazione e legati eccessivamente alla carta e al classico foglietto… Non che voglia criticare la mancata professionalità e competenza nella loro materia ma ad essa secondo me manca l appoggio informatico… Mi faccia sapere se magari sbaglio grazie dott

    Rispondi
  2. Paolo dice

    16/06/2019 alle 9:09 am

    Volevo ringraziare ed elogiare il Dott.re Valerio Rosso, i suoi forum, il suo blog, il suo idealismo, la sua conoscenza sono di altissimo livello.
    Soprattutto il suo atteggiamento visionario per il futuro di tutte le persone e il suo pensiero rivoluzionario.
    Un medico con gli attributi!

    Bravo, bravo, bravo!!!
    Grazie Doctor

    Rispondi

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