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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Il corpo accusa il colpo: il libro che ogni psichiatra (e non solo) dovrebbe aver letto

Il corpo accusa il colpo: il libro che ogni psichiatra (e non solo) dovrebbe aver letto

02/05/2026 da Valerio Rosso Lascia un commento

C’è qualcosa di profondamente disturbante nell’idea che il trauma non si risolva semplicemente “elaborandolo”. Non basta parlarne in seduta, non basta capire razionalmente perché quella cosa ci ha fatto così male. Non basta nemmeno perdonare, come ci viene suggerito con una certa faciloneria da molta della psicologia divulgativa in circolazione. Il trauma — quello vero, quello che lascia il segno — cambia il corpo. Cambia la chimica del cervello, cambia il modo in cui respiriamo, cambia la nostra postura, il ritmo cardiaco, persino il modo in cui percepiamo il tempo. E questo lo sapevo, come psichiatra. Ma non l’avevo mai visto spiegato con questa chiarezza, questa profondità, questa quantità di evidenze scientifiche.

Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche è il lavoro di una vita. Bessel van der Kolk ha dedicato decenni a studiare come il trauma si inscriva nella biologia del corpo umano, e questo libro — uscito in italiano con il titolo Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell’elaborazione delle memorie traumatiche — è la sintesi di quel percorso. È un testo scientifico scritto come si dovrebbero scrivere tutti i libri di scienza: con rigore, ma con la consapevolezza che dall’altra parte c’è una persona che ha bisogno di capire, non solo di sapere.

Chi è Bessel van der Kolk e perché dovrebbe interessarvi

Van der Kolk è uno psichiatra bostoniano che ha iniziato a lavorare con i veterani del Vietnam. Ha visto uomini incapaci di dimenticare — non perché non volessero, ma perché il loro sistema nervoso sembrava bloccato in un loop perpetuo di allarme. E ha cominciato a chiedersi: perché le terapie tradizionali funzionano così poco con il trauma? Perché il PTSD resiste alla parola, alla razionalizzazione, all’insight? La risposta che ha trovato — e che documenta in questo libro con un’abbondanza di studi neurobiologici, casi clinici e dati sperimentali — è radicale: perché il trauma non è una memoria. È una risposta corporea. È un pattern fisiologico che continua a ripetersi anche quando la mente sa, razionalmente, che il pericolo è passato.

Capite adesso dove voglio arrivare? L’amigdala — quella struttura profonda del sistema limbico che suona il campanello d’allarme — non legge il calendario. Non sa che sono passati vent’anni. Non distingue tra il rumore di uno sparo reale e il suono di un petardo di Capodanno. E quando si attiva, attiva tutto il sistema nervoso autonomo: adrenalina, cortisolo, risposta di freeze o di fuga. Il corpo si prepara a combattere una guerra finita da tempo. La corteccia prefrontale — la parte razionale, quella che “sa” — viene letteralmente bypassed, messa offline. Questo è il trauma. Non un ricordo distorto. Una risposta biologica automatica.

Quello che questo libro mi ha costretto a rimettere in discussione

La cosa che mi ha colpito di più, rileggendo questo libro con gli occhi dello specialista, è la chiarezza con cui van der Kolk demolisce una certa arroganza cognitivista della psichiatria contemporanea. Per decenni abbiamo pensato che fosse sufficiente lavorare sui pensieri disfunzionali, sulle credenze distorte, sulle narrative del trauma. E in molti casi questo funziona, sia chiaro. Ma con il trauma grave, con quello che van der Kolk chiama “trauma complesso” — quello precoce, relazionale, ripetuto — spesso non basta. Perché il problema non è nel racconto. È nella risposta corporea che si innesca ancora prima che il racconto inizi.

Devo essere onesto con voi: ci sono capitoli di questo libro che mi hanno messo a disagio. Non perché sbagliati, ma perché mi hanno costretto a riesaminare alcune mie abitudini cliniche. A chiedermi se stavo davvero ascoltando il corpo dei miei pazienti, o se stavo ascoltando solo le loro parole. Questa è la qualità dei libri importanti: non vi dicono solo quello che già sapete. Vi mettono in discussione. Vi fanno sentire un po’ a disagio. E poi, passata la difensività iniziale, vi lasciano qualcosa che non avevate prima.

Le implicazioni terapeutiche: oltre la sedia e il divano

Questo ha implicazioni enormi per il trattamento. E il libro le esplora tutte, con una generosità rara: van der Kolk parla di EMDR, di yoga clinico, di neurofeedback, di teatro corporeo, di approcci somatici di vario tipo. Non come un guru che promuove la sua terapia preferita, ma come un ricercatore che ha visto questi approcci funzionare e vuole capire perché. È un atteggiamento scientifico autentico, quello di chi è disposto a seguire i dati anche quando portano fuori dai sentieri battuti dalla tradizione.

L’EMDR, per esempio — Eye Movement Desensitization and Reprocessing — è ancora guardata con sospetto da una parte della psichiatria accademica italiana. Ma le evidenze che van der Kolk porta a supporto sono difficili da ignorare. Lo stesso vale per gli approcci somatici, per la mindfulness applicata al trauma, per il lavoro sul respiro. Non sono trovate new age: sono interventi che agiscono direttamente sul sistema nervoso autonomo, bypassando la corteccia — che nel trauma è spesso il problema, non la soluzione.

Per chi è questo libro?

In teoria, per tutti. In pratica, è particolarmente prezioso per chiunque lavori nel campo della salute mentale — psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, infermieri, educatori. Ma lo consiglio con uguale convinzione a chiunque abbia vissuto esperienze traumatiche e abbia la sensazione che la propria terapia non stia arrivando abbastanza in profondità. Non come sostituto della terapia, sia chiaro: ma come strumento di autocomprensione che può cambiare il modo in cui ci si rapporta al proprio percorso di cura.

Il linguaggio è accessibile ma mai banale. Van der Kolk scrive da clinico che sa tradurre la neurobiologia in esperienza umana, senza per questo tradire la complessità scientifica. È uno di quei rari libri che potete leggere con un sottolineatore in mano e non smetterete di usarlo. Lo trovate su Amazon — sia in versione cartacea che in eBook Kindle — e ve lo consiglio senza riserve:

Offerta
Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche
Il corpo accusa il colpo. Mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche
  • Editore: Raffaello Cortina Editore
  • Autore: Bessel Van der Kolk , M. S. Patti , A. Vassalli , S. Francavilla
  • Collana: Conchiglie
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2015
31,35 EUR
Acquista su Amazon

Se avete già letto questo libro, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate qui sotto nei commenti. E se non l’avete ancora letto: avete trovato il vostro prossimo acquisto.

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Archiviato in:Neuroscienze, Psichiatria, Psicologia Contrassegnato con: mente e corpo, psicosomatica

Info Valerio Rosso

Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).

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