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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Il Futuro dell’Alcol: cosa si dirà delle bevande alcoliche tra 50 anni?

02/01/2020 da Valerio Rosso 1 commento

Quale sarà il Futuro dell’Alcol?

Sulla base delle moderne conoscenze sull’argomento, una Società civile, moderna e responsabile, si adopererà ad un programma di massima diffusione culturale di quello che già adesso sappiamo su questa sostanza:

  • L’Alcol è altamente cancerogeno (1).
  • L’Alcol è altamente neurotossico (2).
  • L’Alcol possiede un altissimo potenziale di dipendenza (3).
  • L’Alcol è responsabile di buona parte della violenza, di agiti pericolosi e del discontrollo tra le persone (4).

Ormai sappiamo che il proibizionismo ha alimentato la criminalità organizzata quando è stato applicato all’alcol, e odiernamente le mafie stanno facendo miliardi con il mercato nero delle droghe.

L’unica difesa che l’essere umano ha contro le sostanze d’abuso che lo danneggiano è la consapevolezza che deriva dalla conoscenza.

Nient’altro.

Nicotina, Alcol, Zucchero, Eroina, Cocaina, Marijuana e tutte le altre sostanze d’abuso fanno parte di quello che io chiamo il Mercato della Dopamina e che può essere fermato soltanto se le persone conosceranno come stanno le cose e se vorranno essere davvero libere e sane.

Sappiamo anche che alcune sostanze d’abuso (ketamina, cannabinoidi ed altre) potrebbero avere del potenziale nel trattamento di alcune patologie, ma questo è un altro discorso.

Il passaggio da “droga” a “farmaco” è frequente nella storia della farmacologia, ma questo cambio di prospettiva richiede prove scientifiche e regolamentazioni conseguenti.

Una cosa è certa: l’alcol, al di la del suo utilizzo come disinfettante, non ha alcuna applicazione “sana” o ragionevole per l’essere umano. Zero.

E quindi, alla luce di queste premesse, quale potrebbe essere il futuro dell’alcol nella nostra Società?

Il Futuro dell’Alcol inizia dai Giovani

Secondo una stima di quegli anni, durante l’era del proibizionismo negli USA c’erano almeno 20.000 bar illegali a New York.

Quando la polizia di Denver fece una famosa irruzione in un bar dell’epoca, trovò il deputato locale, il sindaco e lo sceriffo che bevevano alcol.

Nonostante un oceano di prove a sfavore il Proibizionismo è ancora in giro, e non solo nel mondo musulmano, tanto criticato da noi occidentali.

In America il proibizionismo riguarda molte droghe in quasi 500 contee prevalentemente evangeliche, tra cui quella di Lynchburg, nel Tennessee, che è anche la città natale del whisky Jack Daniel’s (i visitatori della distilleria possono portare a casa una bottiglia “commemorativa” di questa roba).

Di conseguenza nella maggior parte del Mondo i governi si limitano a cercare di dissuadere molto blandamente la gente dal bere, rendendo l’alcol più costoso attraverso le tasse e limitandone la vendita e la pubblicità.

Queste politiche funzionano sicuramente per raccogliere soldi ma non certo per aiutare la gente a diventare consapevole ed efficace rispetto alla propria salute ed alla propria libertà.

I Giovani bevono meno, gli Adulti sempre di più ….

Ma nonostante tutto questo l’Alcol inizia ad essere in declino da qualche anno tra i più giovani secondo alcuni studi: un cambiamento delle norme sociali tra i giovani, che stanno delineando un nuovo futuro per l’alcol, perlomeno negli USA.

Inoltre la recente legalizzazione della marijuana in molti stati degli USA sta producendo la diminuzione del binge drinking tra i giovani sempre negli USA (5); l’alcol non è più la droga di scelta ma si sta passando alla cannabis, sostanza meno pericolosa dell’alcol, dati alla mano (6).

Classifica della pericolosità delle Sostanze d’Abuso

In quasi tutti i paesi occidentali, gli adolescenti iniziano a bere più tardi di quanto non si facesse in passato, e bevono di meno.

A giudicare dai modelli storici e dai trend relativi sui comportamenti, l’inizio del bere più tardi significa che gli adolescenti di oggi, quando cresceranno, saranno una generazione di bevitori meno problematici, oppure che addirittura decideranno di non bere più.

Magari tra 30 o 40 anni avverrà il cambiamento di tendenza rispetto all’alcol.

Anche tra i millenials, ormai ventenni e trentenni, si assiste ad una diminuzione relativa nell’utilizzo di bevande alcoliche.

Per molti di loro la moderazione fa parte di uno stile di vita più sano, il cui perseguimento comincia a sembrare una tendenza dominante e consapevole, piuttosto che una moda.

Chi manterrà viva e vegeta l’industria dell’alcol nei prossimi anni, quindi?

I principali clienti dell’industria dell’alcool oggi sono gli adulti di mezza età e gli anziani che pare saranno responsabili di un ulteriore innalzamento (17%) della percentuale globale dei consumatori di alcol.

In alcuni paesi ricchi tutte queste persone “mature” bevono, complessivamente, più di quanto non facessero le generazioni precedenti alla loro età.

L’alcol è cancerogeno anche in piccole quantità, ma la maggior parte delle persone non lo sa, è altamente neurotossico, possiede un potenziale di pericolosità globale maggiore di ogni altra sostanza d’abuso ed è responsabile di tantissimi gesti di violenza ed atti sconsiderati o pericolosi.

Chi lavora in un Pronto Soccorso di un qualsiasi ospedale in giro per il Mondo, o chi lavora nelle Forze dell’Ordine lo sa molto bene: il 99% degli episodi di violenza domestica avvengono in un contesto di abuso (episodico o cronico) di alcol.

L’Alcol come le sigarette …. o peggio?

Per tutte queste ragioni le avvertenze sulle etichette degli alcolici, come avviene già per le sigarette, sono oggetto di discussione da parte degli esperti di politica sanitaria pubblica.

….e cosa si aspetta a farlo?! Mha ….

Per ora, solo la Corea del Sud ha un’avvertenza obbligatoria sul cancro sulle bottiglie di alcolici, e l’Irlanda ha approvato una legge nel 2018 per introdurre tali avvertenze, anche se non lo ha ancora fatto.

Ovviamente sono molto alti gli interessi dell’industria dell’alcol e anche molte persone si oppongono per via di una posizione soltanto ideologica e per nulla razionale o basata sulle evidenze.

Le grandi aziende produttrici di alcol, si stanno organizzando cercando di ampliare la loro offerta di birra, vino e liquori a basso contenuto alcolico o senza alcol.

L’innovazione in queste bevande è in pieno boom ed è un segnale di “riorganizzazione” di questa industria.

Allo stesso tempo, l’industria dell’alcool segue le orme dell’industria del tabacco e cerca nuovi clienti altrove.

I primi dieci mercati in più rapida crescita per gli alcolici sono tutti economie emergenti, soprattutto in Africa e in Asia (la Cina non è tra questi, e le vendite di bevande alcoliche sono in calo).

In una generazione o due, il consumo di alcolici nei paesi ricchi potrebbe sembrare fuori moda o, addirittura, poco razionale.

Speriamo ….

Fino ad allora, l’alcol rimarrà uno dei problemi più costosi per la salute pubblica e la produttività.

Politiche comprovate sul lato dell’offerta per frenare il consumo di alcol, come le pesanti tasse, affronteranno una battaglia in salita nelle legislature e nei tribunali di tutto il mondo, perché i gruppi anti-alcol non possono competere con le legioni di lobbisti ingaggiati dall’industria dell’alcol.

Questo è sicuramente interessante: il proibizionismo, alle sue origini, nacque perché la “Anti-Saloon Legue“, che spingeva in questa direzione, era uno dei gruppi di lobbie più potenti d’America; era sostenuta da molte delle persone più ricche dell’epoca, tra cui John Rockefeller, Henry Ford e Andrew Carnegie.

Oggi, limitare l’alcol è una causa difficile da sostenere per i filantropi, per gli scienziati e per le persone comunic perché il bere è radicato nella vita sociale e nel lifestyle delle persone più ricche ed influenti del Pianeta.

Sono sicuro che, grazie alle nuove generazioni, tra 50 anni inorridiremo pensando al fatto che nel 2020 la metà della popolazione Mondiale passava le sue giornate, le feste e le serate a bere una sostanza cancerogena, neurotossica, pericolosa e che li rendeva aggressivi l’un l’altro.

Un “Liquido Magico” che di magico non ha proprio nulla….

Bibliografia:

  1. https://www.cdc.gov/cancer/alcohol/index.htm
  2. https://en.wikipedia.org/wiki/Alcohol-related_brain_damage
  3. https://www.bbc.com/news/uk-11660210
  4. https://pubs.niaaa.nih.gov/publications/aa38.htm
  5. https://globalnews.ca/news/6347382/students-binge-drink-less-when-cannabis-is-legal-study/
  6. ….
  7. https://worldin.economist.com/edition/2020/article/17315/drinking-going-out-style
  8. “Il Liquido Magico” di Valerio Rosso (su YouTube)
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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Interazioni del lettore

Commenti

  1. ancora dice

    26/03/2021 alle 4:01 pm

    boh più si va avanti e più tutto diventa un problema,
    meno male che c’è il fine vita perchè porca madonna lo state rendendo impossibile sto mondo
    tutti lucidi tutti performanti tuti produttivi ma per andare dove?

    Rispondi

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