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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Quanti psichiatri (o psicologi) conoscono l’esperimento Rosenhan?

19/02/2018 da Valerio Rosso Lascia un commento

Chi era David L. Rosenhan?

David L. Rosenhan fu uno psicologo statunitense che, nel 1973, pubblicò un interessantissimo articolo intitolato “On Being Sane in Insane Places” (in italiano: “Sull’esser sani in luoghi folli”), una vera e propria critica alla psichiatria ed alle sue modalità di diagnosi che, nel corso degli anni, è andato dimenticato ma che vale la pena ricordare. Potete scaricare l’articolo qui.

Rosenhan, psicologo presso la Stanford University, condusse diverse ricerche relative alla definizione diagnostica della malattia mentale, giungendo alla conclusione che talvolta il contesto ed i luoghi nei quali vengono valutati i pazienti possono influenzare il giudizio del clinico ancora di più che le caratteristiche dei pazienti stessi.

Eccovi il retroscena dell’esperimento dal quale originò l’articolo di Rosenhan.

Nell’anno 1972, alcuni individui mentalmente “sani”, professionisti della salute mentale, si presentano presso alcuni ospedali psichiatrici degli Stati Uniti simulando di aver udito delle voci, uno dei più classici sintomi di psicosi. Tutti questi soggetti vennero ricoverati e, una volta dentro i vari ospedali, ripresero a comportarsi normalmente. Che cosa accadde in seguito?

 

Le due fasi dell’Esperimento di Rosehan

L’esperimento di Rosenhan si è svolto in due fasi, per ottenere un migliore validazione dei risultati.

Nella prima fase, David Rosenhan stesso, insieme a sette collaboratori non affetti da alcuna patologia psichiatrica (definiti nell’esperimento “pseudopazienti”), tentarono di essere ricoverati presso diversi ospedali psichiatrici inizialmente telefonando per un appuntamento ed in seguito simulando delle dispercezioni uditive (“sentire voci”); ovviamente nessun operatore dei vari ospedali venne informato dell’esperimento.

Il gruppo che partecipò a questo esperimento era piuttosto vario: una casalinga, uno studente di psicologia, tre altri psicologi, un medico pediatra ed un medico specialista in psichiatria. psichiatra. Una volta giunti all’accettazione degli ospedali psichiatrici, simularono, ognuno a suo modo, di sentire delle “voci” mentendo sulle loro vere professioni ai vari psichiatri che li valutarono. É importante sottolineare come l’unico sintomo che simularono furono proprio le “voci”, per il resto mantennero un contegno adeguato e non riferirono altri sintomi di malattia psichica, fornendo di loro stessi una descrizione che li poteva qualificare come “normali”.

Quali furono i risultati di questo ardito esperimento? Molto semplice da spiegare, tutti gli otto “pseudopazienti” furono ricoverati negli ospedali psichiatrici a cui si rivolsero. Inoltre i ricoveri durarono da 7 a 52 giorni con una degenza media di 19 giorni nonostante gli pseudopazienti smisero di lamentare dispercezioni uditive subito dopo l’ingresso in reparto psichiatrico.

Terminata questa prima fase dell’esperimento, e comunicato ai vari reparti che gli pseudopazienti erano in realtà volontari definibili come sani, il Prof. Rosehan passo alla seconda fase.

Nella seconda fase dell’Esperimento Rosenhan, venne utilizzato un famoso ospedale psichiatrico dove venivano svolte attività di ricerca e di insegnamento, i cui psichiatri erano stati informati circa i risultati della prima fase dello studio.

L’equipe del Prof. Rosenhan stabilí insieme a loro che in un periodo di tre mesi un certo numero di pseudopazienti avrebbe tentato di farsi ricoverare simulando un qualche tipo di disturbo mentale.

Su 193 pazienti valutati in quell’arco di tempo, 41 vennero valutati come essere “pseudopazienti” mentre altri 42 come semplicemente “sospetti”. In realtà, nessun pseudopaziente venne inviato all’attenzione degli psichiatri dell’ospedale e tutti i pazienti sospettati come essere impostori inviati dal Prof. Rosenhan erano pazienti qualunque.

I risultati delle due fasi dell’Esperimento di Rosenhan, indussero il gruppo di ricerca a ritenere che “ogni processo di diagnosi psichiatrica che si presta troppo facilmente ad errori grossolani di questo tipo non può essere molto attendibile“.

david-rosenhan
Il Prof. David L. Rosenhan.

Volete approfondire la questione delle diagnosi in psichiatria? Vi posso consigliare un libro attendibile e molto ben scritto: “La diagnosi in psichiatria. Ripensare il DSM-5“

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Medico Psichiatra e Psicoterapeuta a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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