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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Psiconutrizione: Quali sono i cibi che fanno bene alla mente?

05/06/2016 da Valerio Rosso 1 commento

Che cos’è la Psiconutrizione?

Da secoli l’uomo ha tentato di identificare dei cibi che potessero nutrire l’anima, la mente o il cervello. Ma quali sono i cibi che davvero fanno bene alla mente? La Psiconutrizione, una branca specifica della nutraceutica, e la Psicobiotica studiano la risposta a questa domanda.

La Psiconutrizione è una scienza giovane. Troppo spesso a diffonderla sono figure professionali inadeguate e senza competenze specifiche!

Un gruppo multidisciplinare di esperti in Psiconutrizione sta mettendo a punto una nuova scala, basata su evidenze scientifiche, per dare un punteggio ai cibi utili alla nostra mente; cibi in grado di migliorare i sintomi depressivi.

Lo studio su questa scala e sugli alimenti che aiutano a nutrire il cervello è stato presentato durante il meeting annuale dell’American Psychiatric Association (APA) 2016.

“Vi sono evidenze sempre più nette per quanto riguarda il ruolo cruciale che la dieta gioca sulla salute del cervello, in particolare nei settori specifici della depressione e la demenza”, questo ha affermato Drew Ramsey, M.D., professore di psichiatria alla Columbia University di New York, che è stato uno dei relatori della sessione.

“Aiutare i nostri pazienti a mangiare meglio è un gesto di prevenzione rispetto anche alle patologie mentali”, ha detto il dottor Ramsey

Come ci si poteva aspettare gli alimenti vegetali sono in cima alla scala dei cibi utili per la mente.

Per sviluppare questo sistema di valutazione degli stili di alimentazione, questi esperti di Psiconutrizione hanno valutato la letteratura e compilato un elenco di quello che chiamano “nutrienti essenziali del cervello” che influenzano il trattamento e la prevenzione della depressione e della demenza.

La lista dei nutrienti chiave include acidi a lunga catena omega 3, magnesio, calcio, fibre e vitamine B1, B9, B12, D, ed E. Oltre alle fonti vegetali è indispensabile includere fonti proteiche animali dato che solo li si trovano quantità adeguate di vitamina B12, “assolutamente fondamentale per la salute del cervello”, ha detto il dottor Ramsey.

 

I possibili meccanismi attraverso i quali questi alimenti possono migliorare il funzionamento del cervello comprendono la stabilizzazione della membrana neuronale e gli effetti anti-infiammatori.

Nonostante questi nutrienti siano fondamentali per un buon funzionamento del cervello, è stato valutato che nel 2009 la maggior parte degli americani non ne assumeva abbastanza con la dieta. Le percentuali della popolazione degli Stati Uniti che NON soddisfano le dosi giornaliere raccomandate per questi nutrienti essenziali sono i seguenti:

Vitamina E: 86%

Ac. Folico: 75%

Calcio: 73%

Magnesio: 68%

Zinco: 42%

Vitamina B6: 35%

Ferro: 34%

Vitamina B12: 30%

Oltre alle verdure a foglia verde, i ricercatori hanno evidenziato l’importanza di carni, selvaggina, frutta secca (noci pecan, noci e arachidi), bivalvi (cozze, vongole, ostriche), molluschi (polpi, calamari, lumache), e pesce (salmone e sardine).

Questo è il quarto anno consecutivo che all’APA viene tenuto il simposio sul rapporto tra cibo ed il cervello, e ogni anno attira un pubblico sempre più grandi. La sessione di quest’anno ha attirato oltre 400 psichiatri e altri esperti, ha detto il dottor Ramsey.

Un certo numero di tali “diete speciali” è stato citato, tra le tanti anche la dieta priva di glutine e la paleodieta (o del cavernicolo), o quella del “digiuno intermittente”, dieta utile per contribuire a controllare il disturbo bipolare.

Questo tipo di digiuno aumenta la produzione di chetoni, che, secondo alcune prove, sono una fonte di combustibile “pulito” per il cervello, sempre secondo il dottor Ramsey. Alcuni casi clinici suggeriscono che una tale dieta è vantaggioso per i pazienti con disturbo bipolare II, che è associato con meno intensi innalzamenti di umore rispetto al bipolare I.

Rispetto alle diete vegetariane e vegan, che stanno diventando molto popolari, sono stati sottolineati alcuni rischi, almeno con la dieta vegan, e in qualche misura la dieta vegetariana, è la mancanza di vitamina B12.

Una carenza di questa vitamina può portare a depressione, anemia, e, infine, a “danni irreversibili ai neuroni,” ha detto il dottor Ramsey. Un recente studio che ha esaminato le popolazioni vegan ha mostrato che il 52% degli individui erano “francamente carenti” di vitamina B12 e che il 23% aveva livelli quanto meno “insufficienti”.

Lo studio di 30 madri vegan ha rilevato che il 60% della loro prole ha avuto ritardi di sviluppo e che il 37% ha avuto atrofia cerebrale.

E’ stato, d’altra parte, sottolineato come una dieta a base vegetale “alimenta il microbioma umano“, contribuendo a far proliferare la massa batterica nell’intestino che sembra “giocare un ruolo enorme nella nostra salute generale e mentale“.

Per chi desidera approfondire le attuali conoscenze sui rapporti tra microbioma, “secondo cervello” enterico ed i disturbi psichiatrici come ansia, depressione, schizofrenia ed autismo, consiglio di leggere “Psicobiotica: un nuovo modo di intendere il rapporto tra la mente ed il corpo“. Acquistatelo al miglior prezzo su Amazon.it:

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Medico Psichiatra e Psicoterapeuta a valeriorosso.com
Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Commenti

  1. Patrizzia Casta dice

    30/07/2019 alle 11:15 am

    Se si sta andando per più eccellente contenuti
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    Rispondi

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