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Valerio Rosso

Psichiatria, Salute Mentale e Neuroscienze

Clozapina: Storia ed Informazioni essenziali

08/11/2016 da Valerio Rosso 2 commenti

­La Clozapina è stato il primo  antipsicotico atipico sviluppato, in questo articolo divulgativo si parlerà della storia della Clozapina, delle sue caratteristiche uniche, del suo utilizzo clinico e verranno riportate informazioni utili ai pazienti che sono trattati con la Clozapina.

Ad oggi sono presenti molti nuovi farmaci antipsicotici sul mercato ma, nonostante ciò, la Clozapina riveste ancora un ruolo di assoluto rilievo nella terapia della Schizofrenia, in particolare nelle forme resistenti ad altri trattamenti. Dato che la Clozapina ha dimostrato in molti studi di essere superiore a molti farmaci in termini di efficacia, perché non si usa più spesso ed anche nelle forme di Schizofrenia più lievi e non resistenti ad altri trattamenti? Questa e molte altre informazioni nel corso della lettura dell’articolo…

Breve Storia della Clozapina

La Clozapina è stata sintetizzata dall’azienda Wander AG, un’industria farmaceutica svizzera, ispirandosi alla formula di struttura dell’Imipramina, un antidepressivo triciclico. I primi test sugli esseri umani, nel 1962, vennero considerati un fallimento; succesive sperimentazioni cliniche in Germania nel 1965 e nel 1966, al contrario, diedero risultati molto promettenti.

Nel 1967 la Wander AG venne acquisita dall’azienda Sandoz la quale commercializzò la Clozapina in Svizzera ed Austria nel 1972 con il nome commerciale di Leponex©, due anni dopo il farmaco fece ingresso anche sui mercati della Germania e della Finlandia. Nel 1975, quando la Clozapina era in procinto di essere testata anche per il mercato USA, si diffusero i primi report legati all’effetto collaterale dell’agranulocitosi che causò la morte di alcuni pazienti trattati: in conseguenza di ciò la commercializzazione del farmaco venne bloccata.

Solo nei primi anni ’80, quando numerosi studi dimostrarono la netta superiorità della Clozapina nel trattamento della Schizofrenia, il farmaco benne re-introdotto sul mercato con l’obbligo di attuare regolari esami emocromocitometrici ai pazienti trattati per monitorare precocemente eventuali casi di granulocitopenia, interrompendo nel caso il trattamento.

Nel corso degli anni la sicurezza, se monitorati i parametri ematici, e l’efficacia della Clozapina ha permesso al farmaco di essere sempre più utilizzato nel trattamento delle forme di  Schizofrenia resistenti.

Informazioni di Base sulla Clozapina

Il meccanismo di azione della Clozapina è, di fatto,non noto, ed allo stesso modo è misterioso il meccanismo tramite il quale la Clozapina provoca l’agranulocitosi in un gruppo di pazienti trattati.

La Clozapina è, chimicamente, una Dibenzodiazepina strutturalmente affine alla Loxapina. E’ un antipsicotico atipico poichè blocca i recettori per la Serotonina e per la Dopamina. Il dosaggio massimo, secondo il foglio illustrativo italiano, consiglia di non superare i 600 mg al giorno. Clozapina è antagonista sui recettori dopaminergici D1 e D4 e su quelli serotoninergici 5-HT2. La sua azione di antagonista riguarda allo stesso modo i recettori adrenergici, colinergici ed istaminergici.

I dati importanti da ricordare al riguardo delle indicazioni sull’utilizzo della Clozapina sono i seguenti:

  • In Italia e nel Mondo c’è concordanza sul fatto che la Clozapina può ottenere benefici laddove altri antipsicotici non abbiano avuto successo; in Italia la Clozapina ha la sola ed unica indicazione del trattamento della Schizofrenia resistente ad altri farmaci.
  • Negli USA la Clozapina viene prescritta anche seguendo l’evidenza della capacità del farmaco di diminuire il rischio suicidario nei pazienti schizofrenici.
  • Ci sono evidenze che indicano come la Clozapina possa diminuire il rischio di abuso di sostanze nei pazienti affetti da schizofrenia.
  • Molti altri sono gli utilizzi off label del farmaco sebben non sempre avallati da adeguati studi.

Il più importante effetto collaterale della Clozapina: l’Agranulocitosi

Per attuare un trattamento con Clozapina in sicurezza diventa necessario un attento monitoraggio ematologico per non incorrere nel problema dell’agranulocitosi: secondo il consiglio del medico specialilsta, sarà opportuno sottoporsi ad un controllo settimanale del sangue nelle prime 18 settimane per rilevare il livello dei globuli bianchi, dato che la pericolosità dell’agranulocitosi è dovuta al fatto che nelle prime fasi del suo manifestarsi non vi sono segni o sintomi evidenti, ma solo alterazioni degli esami ematici; dopo le prime settimane il rischio di sviluppare agranulocitosi diventa molto più basso per cui ci si può sottoporre ad un solo controllo del sangue al mese.

E’ bene sottolineare che, se presa in tempo, l’agranulocitosi non è mai pericolosa, dato che la semplice sospensione del farmaco e la sostituzione dello stesso con altro antipsicotico ripristinerà l’eventuale alterazione del sangue causata dal farmaco. Inoltre solo una percentuale bassa dei pazienti trattati con Clozapina sviluppa questo effetto collaterale.

Altri Effetti Collaterali frequenti durante il Trattamento con Clozapina

Se escludiamo il grave problema dell’agranulocitosi, che è comunque perfettamente controllabile mediante un semplice prelievo del sangue, la Clozapina ha una tollerabilità tutt’altro che bassa, se paragonata agli altri farmaci antipsicotici. Inoltre alcuni effetti collaterali, frequenti con molti neurolettici, come gli EPS (Effetti Collaterali ExtraPiramidali) e l’aumento della Prolattina, sono molto meno frequenti. Tra gli effetti collaterali più comuni durante il trattamento con Clozapina abbiamo:

  • Scialorrea, ovvero l’aumento di salivazione, persistente e soprattutto durante la notte
  • Possibilità di avere un aumento dell’appetito, con aumento di peso se la persona non controlla l’introito calorico tramite una dieta
  • Nelle primissime fasi del trattamento possono verificarsi effetti collaterali cardiovascolari quali tachicardia (=aumento della frequenza del battito del cuore), ipotensione (ovvero bassa pressione arteriosa) e più raramente ipertensione (ovvero alta pressione arteriosa)
  • Aumento della sudorazione (iperidrosi)
  • Altri problemi meno frequenti possono manifestarsi: chiedete sempre al vostro medico-psichiatra per sapere come fare ad affrontarli.

Ancora qualche raccomandazione…

Alla Clozapina non vanno mai associati tutti quei farmaci che, a loro volta, aumentano il rischio di agranulocitosi: cloramfenicolo, cotrimoxolo sulfamidici, analgesici, pirazolici, penicillamina, carbomazepina, ticlopiolina ed agenti antineoplastici.

Infine vi ricordo che può essere pericoloso associare alla Clozapina l’alcool, le droghe, le benzodiazepine, gli antistaminici, gli anticolinergici, gli antidepressivi.

La Fluvoxamina, inibendo il metabolismo della Clozapina, ne aumenta i livelli plasmatici; la Carbamazepina, al contrario, ne diminuisce i livelli plasmatici.

Bibliografia:

  •  “Clozapine”. The American Society of Health-System Pharmacists. Retrieved Dec 1, 2015
  • Wallis C. e Willwerth J., Awakenings Schizophrenia a New Drug Brings Patients Back to Life, in Time, 6 luglio 1992
  • Lee M, Dickson RA, Campbell M, Oliphant J, Gretton H, Dalby JT (1998). “Clozapine and substance abuse in patients with schizophrenia”. Canadian Journal of Psychiatry. 43: 855–856.
  • Cassano GB, Lambertenghi Deliliers G, Pancheri P, Racagni G.Guida all’impiego della clozapina nella pratica psichiatrica: tollerabilità ed interazioni. Rivista di Psichiatria 1996; 31, 4(SUPPL): 10-12
  • Pasquale De Fazio, Raffaele Gaetano, Mariarita Caroleo, Gregorio Cerminara, Francesca Maida, Antonio Bruno, Maria Rosaria Muscatello, Maria José Jaen Moreno, Emilio Russo e Cristina Segura-Garcìa, Rare and very rare adverse effects of clozapine, in Neuropsychiatric Disease and Treatment, 2015, pp. 1995
  • Musser WS, Wills CD, Ningaonkar VL.Is there rapid relapse after discontinuation of clozapine? Biol Psychiatry 1994; 35: 742 (abs 459)
  • Lieberman JA, Safferman A.Clinical profile of clozapine: adverse reation and agranulocytosis. Psychiatr Q 1992; 62: 51-70
  • Alphs LD, Meltzer HY, Bastani B, Ramirez LF. Side effects of clozapine and their management. Pharmacopsychiat 1991; 24: 46
  • Centorrino F, Baldessarini RJ, Kando J, Frankenburg FR, Volpicelli SA, Puopolo PR, Flood Jg. Serum concentrations of clozapine and its major methabolites: effects of cotreatment with fluoxetine or valproate. Am J Psychiat 1994; 151: 123-125

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Mi chiamo Valerio Rosso e sono un medico, psichiatra e psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico. Da anni divulgo i principali temi della Salute Mentale, delle Neuroscienze e della Medicina Digitale come blogger e come YouTuber. Alcune persone mi conoscono anche come musicista (cercatemi su Spotify, iTunes e YouTube Music).
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Interazioni del lettore

Commenti

  1. sergio dice

    09/11/2016 alle 3:19 pm

    Sono un uomo di 40 anni che è in cura già da tempo con psicofarmaci per una forma di depressione bipolare e una forte dismorfofobia.
    L’anno scorso ho sofferto di un’invalidante irrequietezza motoria e mentale di cui tutt’ora non conosco le cause infatti non mi sono state spiegate dai medici, so solo che in quel periodo ero in cura da uno psichiatra per le mie problematiche di ansia sociale e dismorfofobia e che questi mi aveva prescritto un neurolettico, il sycrest, in associazione con antidepressivi;
    in seguito a questo episodio l’unica soluzione per la mia irrequietezza fu il ricovero in clinica psichiatrica,lì ho assunto diversi tipi di neurolettici fin quando gradualmente è passata,ho fatto pure un periodo all’interno della clinica di riabilitazione psicologica con altri pazienti affetti dalle più svariate forme di problemi psichiatrici;il medico della clinica mi dava la clozapina a dosaggi graduali secondo lui soffrivo di una forma di psicosi e mi assicurava che questo farmaco avrebbe risolto le mie problematiche.
    Man mano che aumentava la dose insorgevano i noti problemi di salivazione ma soprattutto mi successe qualcosa di insolito quando discorrevo o pensavo, cioè pronunciavo strane frasi senza logica, insensate, di cui anche io dopo un pò ero consapevole..L’ho fatto presente agli infermieri di turno e dopo due giorni circa il problema non si è più ripresentato.Dopo 4 settimane che assumevo clozapina il medico della clinica mi fa presente che era necessario interrompere la cura per una variazione nella conta dei leucociti o qualcosa di simile, e che avrei iniziato a prendere la quetiapina di cui ho beneficiato e che tutt’ora assumo. Da quando sono stato dimesso mi son sempre chiesto cosa fosse realmente accaduto sia per quanto riguardava la forte irrequietezza,indescrivibile e mai provata prima di allora sia per quell’ episodio in cui facevo discorsi insensati.
    Sperando di ricevere delle risposte o dei suggerimenti su chi rivolgermi e su cosa indagare, le invio i miei ringraziamenti per lo spazio a mia disposizione per trattare l’argomento in questione e i miei cordiali saluti.

    Rispondi
  2. Vincenzo Tasca dice

    24/06/2021 alle 1:07 pm

    Sono un genitore con un figlio affetto da schizofrenia. Da oltre dieci anni è in cura con la clozapina. Ho letto e constato che come effetti collaterali si ha: aumento di peso ,stitichezza, tremore, allontanamento sociale. Su internet hgo cercato di sapere se vi sono farmaci più efficaci. Si parla moòlto bene della Cariprazina . Il medico curante la sconsigli, cosa suggherite?

    Rispondi

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